Evasione: Banca Mondiale, Indicatori di sviluppo

Evasione: Banca Mondiale, Indicatori di sviluppo

Le probabilità di elusione ed evasione fiscale sono ottimamente rappresentate in questo rapporto della banca mondiale su Google e nelle immagini allegate. Il motivo di ciò appare subito piuttosto evidente, guardando i tassi di esportazione in relazione al prodotto interno lordo di quei paradisi fiscali confrontati con la media Italiana. Se è vero che noi siamo gli esportatori per eccellenza, cibo, vino, moda, design, mobili, esportiamo persino la pasta e la piadina, è comunque giusto che in questo grafico veniamo magari dietro l’India, la Cina, il Canada e gli USA, grandissimi produttori ed esportatori, non è giusto invece che veniamo dopo paesi che non producono assolutamente nulla, se non nuovi ricchi, mi chiedo infatti che cosa abbiano da esportare il Lussemburgo o le Seychelles…

Sorge infatti spontanea la domanda quando il grafico ci mostra che il volume di mercato, di alcuni paesi privilegiati, nel rapporto esportazione/PIL, è in netto vantaggio quando già il PIL è di un valore esorbitante rispetto al territorio. Come se San Marino esportasse decine di tonnellate di grano al giorno, al pari del Canada, dove lo prende tutto questo grano visto che la dimensione del suo territorio è limitata? Ok, San Marino non lo può fare perché i suoi confini sono nettamente dentro un’altro stato, ma altri paesi lo fanno ed in modo molto spudorato.
Quindi, come funziona questo sistema?
 
Ecco la risposta, del metodo per evadere o eludere le tasse delle grandi aziende: il giochino è facile, io in Italia produco solo il prototipo, ma faccio realizzare in Slovacchia, in Iraq o in qualunque parte del mondo, quindi attraverso vie indirette faccio risultare che la merce parte dal Lussemburgo o dalle Seychelles, con una ditta residente effettivamente alle Comore o a Trinidad del Tobago, in Jamaica o a Curaçao, in Romania, non fa differenza, con questo sistema pago effettivamente solo il 5% di tasse. Si tratta solo di bolle di trasporto in effetti, nulla di trascendentale.
Apple ad esempio ha una sua filiale in Irlanda e da quel territorio distribuisce in tutta Europa, Russia, Cina, pagando solo il 3,5% di tasse.
Ecco a cosa servono effettivamente le nostre di tasse: per pagare economisti di fama mondiale in modo da trovare escamotage alle leggi ancor prima di farle visto che sono i consulenti di riferimento, mentre guadagnano altri soldi alle conventions dove spiegano ai commercialisti come applicarle e come aggirarle.
 


Fonte: Banca Mondiale, Indicatori di sviluppo mondiale – Google Public Data Explorer.

Di casi eclatanti ce ne sono a bizzeffe, basta esplorare con attenzione e cura quest’area dei grafici della Banca Mondiale offerta da Google, così ci rendiamo conto che accorpando tutti i flussi di denaro per merci e servizi del pianeta spesso salta fuori qualche eccezione che non si spiega.
Serve a questo punto un dato ulteriore per ottenerne la spiegazione, ma l’esito è scontato quando abbiamo un paese molto piccolo, con una propria fondazione bancaria, nessuna risorsa se non dei giacimenti petroliferi, che consuma energia quanto tutte le società di energia elettrica del globo messe assieme…
 
esportazione-consumo-di-energia-elettrica-curacao

 

 

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