un chilometro di nanotubi

42: un chilometro

2 minuti.

La prossima volta che fate una passeggiata, contate 15 minuti: avete appena percorso la distanza intermedia tra la particella più piccola e l’intero universo che possiamo vedere. Se siete con qualcuno, e non vi disturba l’idea di sembrare pazzi, potete anche provare a dirglielo!  😀

La cosa più piccola che possiamo osservare in linea di principio è il quark. Questa simpatica particella elementare ha una dimensione di un miliardesimo di miliardesimo di un metro. Se vi piacciono le potenze di dieci, parliamo di 10^–18 m. Possiamo immaginare cose ancora più piccole, come le stringhe dell’omonima teoria, o scoprirne in futuro con il progresso della fisica, ma per ora ci fermiamo al quark.

La cosa più grande che possiamo osservare in linea di principio è… be’, l’universo. Non tutto l’universo però. Non possiamo vedere nulla che risale a prima di quando l’universo diventò trasparente alla luce, 380.000 anni dopo il Big Bang. La cosa più grande che possiamo osservare è quindi l’universo a 380.000 anni dal Big Bang. Si dà il caso che lo abbiamo osservato: è l’immagine della radiazione di fondo.

radiazione cosmica di fondo

Gli astronomi la chiamano “radiazione cosmica di fondo” ed è un bagno di microonde che permea l’intero cosmo, creando quella che di fatto è l’immagine dell’universo nel momento in cui divenne visibile. All’epoca l’universo era grande un milione di miliardi di miliardi di metri. Se vi piacciono le potenze di dieci, sono 10^24 m.

Tra la cosa più piccola e la cosa più grande che possiamo osservare c’è un divario di 42 ordini di grandezza: l’universo visibile alla luce è un milione di miliardi di miliardi di miliardi di miliardi di volte più grande di un quark. E lo sapete qual è l’ordine di grandezza intermedio tra questi due? La distanza che sta a metà strada tra queste due dimensioni così diverse?

Un chilometro.

Tutto qua, un chilometro. Sorprendentemente familiare e quasi confortante, come risposta a una domanda che partiva da numeri così selvaggi e inafferrabili. Un chilometro: è la nostra scala, quella in cui ci muoviamo quotidianamente. Un quarto d’ora a piedi, a passo blando.

Tra la cosa più piccola e quella più grande che possiamo osservare ci siamo sostanzialmente noi. Sospesi a metà strada tra l’infinitamente piccolo e l’infinitamente grande.

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