Gli insegnanti e la scuola che non piacciono a Galimberti

Gli insegnanti e la scuola che non piacciono a Galimberti

Capisco benissimo che l’onda del “grande Filosofo Galimberti” faccia eco e sensazione, ma bisogna esser pratici.
Non avremmo abbastanza #insegnanti #empatici, in primis, poi con classi da 25/50 #alunni puoi esser #maestro al 10º dan, ma non ce la puoi fare neppure volendo.
Che poi #empatico che vuol dire? Io posso esserlo oggi e capire da dove viene il tuo malessere/benessere, il tuo stato attuale, ma non è detto che lo sia domani. Semplicemente perché siamo tutti umani e anche gli insegnanti hanno giornate storte condite da prole, multe, bollette, mutui, compagnie più o meno tossiche e chi più ne ha…

UmbertoGalimberti vende libri, e dice tante cose giuste, ma anche una marea di nefandezze che ancora nessuno ha avuto il coraggio di controbattere.

Basterebbe affossare i suoi dibattimenti semplicemente con “un popolo ignorante non ragiona, ma ubbidisce” (Francesco De Sanctis) ed ecco spiegata la situazione. Ma anche “un popolo ignorante è un popolo facile da ingannare” (Ernesto Che Guevara).
Purtroppo il buon Umberto non ammette il contraddittorio nei suoi #talkshow.. peccato che proprio lui ne usufruisca appieno di questo #sistema.

Comunque, riassumendo, in pratica “un #popolo #ignorante si governa meglio” ed è merito di #scuola, #tv, #famiglia, #social. I primi due sono gestiti dal #governo nazionale, gli altri potremmo gestirli noi, ma li abbiamo #delegati se non #sostituiti in molti casi.
Pertanto, dare la colpa ai #docenti, quando sono le #istituzioni ad essere errate è un po’ come guardare il #dito e non la #luna!

La soluzione?
Far rovinare un po’ le ginocchia a questi ragazzi sarebbe d’uopo. Ma qui il discorso è veramente ampio.
Tutelare la famiglia, anche questo certo aiuterebbe.
Lavori degni per tutti con stipendi adeguati al resto d’Europa, anche questo sarebbe fantastico.
Gli interventi alla scuola meriterebbero un’integrazione alla Montessori, altrimenti non ne usciamo.
Penso siano un centinaio gli interventi da applicare ad oggi, domani saranno 101 e comunque sempre tardi.

Il problema è che in un paese sovrappopolato, con nessuna competenza tecnologica oltre a quelle che abbiamo esportato e che ci hanno poi derubati (comprandolo con le perline degli inglesismi che amiamo tanto usare), sarà difficile costruire, difficilissimo.

Ma se anche iniziassimo oggi: a creare una vera scuola; una TV che fa informazione e cultura; ad aprire tutti i musei; a creare punti di incontro per i cittadini dove sia possibile divulgare, imparare, crescere insieme; a realizzare ponti tra la scuola e lavoro; permeare un nuovo concetto di Stato e di condivisione delle menti delle persone…

Ci vorrebbero 30 anni per vedere i primi risultati.

Meglio tardi che mai. Di certo al filosofo Umberto Galimberti dobbiamo riconoscere che almeno di questo ora ne stiamo parlando.

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