Il nostro futuro

Premessa necessaria: B.C.E. ( Banca Centrale Europea ) e BANKITALIA s.p.a. ( Banca D’Italia ).

Che differenza c’è tra queste banconote? Chi le crea?

Con certezza assoluta possiamo dire che ognuna di queste banconote poteva o può ( a seconda del corso legale ), essere utilizzata per acquistare beni ma, sempre con la stessa certezza, possiamo stabilire che solo una di queste veniva stampata dallo Stato quindi apparteneva ai cittadini, mentre le altre sono rispettivamente della Banca d’Italia (BANKITALIA s.p.a.) e della BCE, pertanto appartengono alle rispettive banche.

In questa banconota si può leggere:

REPUBBLICA ITALIANA;

IL DIRETTORE GENERALE DEL TESORO e la relativa firma;

IL CASSIERE SPECIALE e la relativa firma;

V° PER LA CORTE DEI CONTI e la relativa firma;

IPS OFF CARTE VALORI (IPS: Istituto Poligrafico dello Stato – Officine Carte Valori ) dove la stessa banconota è stata prodotta.

Se proprio vogliamo essere precisi, guardando la filigrana è presente l’emblema della Repubblica Italiana: la stella, la ruota dentata e i ramoscelli di ulivo e alloro, di seguito rappresentato:

Questa banconota riporta dicitura, firme (di dipendenti statali) e della Repubblica Italiana che la emette, pertanto appartiene a tutti noi cittadini italiani.

 

In questa banconota a differenza di quella dello Stato Italiano invece c’è scritto:

BANCA D’ITALIA;

PAGABILI A VISTA AL PORTATORE;

OFFICINA DELLA BANCA D’ITALIA;

IL GOVERNATORE e relativa firma;

IL CASSIERE e relativa firma;

OFFICINE DELLA BANCA D’ITALIA;

l’immagine della filigrana ritrae la stessa Montessori.

Questa banconota riporta dicitura, firme della Banca d’Italia oggi denominata “BANKITALIA s.p.a.”. SPA sta a significare che è una società per azioni, ossia una azienda che deve avere come missione principale quella di produrre ricavi. Non è quindi un ente federale e neppure un’istituzione governativa, ma una società a tutti gli effetti. Una SPA non lavorerà necessariamente per il bene dell’economia o per quello degli italiani, non lavora per lo stato, ma esclusivamente per il bene proprio e dei propri soci.

qui i partecipanti

La stessa cosa vale per l’EURO: questa banconota  viene emessa dalla BCE, di conseguenza appartiene alla BCE (Banca Centrale Europea).

Questa premessa si rende necessaria per capire nel dettaglio quel che segue, in riferimento alle azioni di governo per la crescita di questo paese, della sua economia, nell’affermazione di un popolo unito e produttivo.

Noi dobbiamo ad una banca straniera ben 2.000 miliardi di euro, generati dal 2001 ad oggi, tramite elargizioni di denaro e svalutazione con relativi interessi.
Il tutto con il giochino del passaggio di sovranità monetaria spiegato qui sopra.
Quindi, quando sentite parlare di debito pubblico, non si sta parlando di debiti che gli italiani singolarmente hanno stipulato con le banche, ma è lo stato che ha percepito da una banca estera del denaro, mai restituito!

 

L’ultima manovra ‘correttiva’

Azioni di governo come queste fanno riflettere, succede sempre più spesso ormai. Ci ritroviamo in atto provvedimenti che nulla di sociale hanno se non il prelievo di massa per mantenere uno stato di cose pressoché immutato. Sai già che il debito di questo stato è tanto elevato che sono necessari 90 mld di euro all’anno solo per pagare gli interessi. L’ultima manovra correttiva prevede nei prossimi 2 anni, 45 mld di euro circa di aggiustamenti. La manovra correttiva precedente servì per tamponare 30 mld di euro, un mese prima che La Russa spendesse 29 mld di euro per comprare dei nuovi aerei militari da guerra per il nostro paese. Lasciamo perdere le 19 Maserati da 300.000 euro ciascuna di ottobre 2011 perché già mi girano.

Dobbiamo domandarci ancora quale sia il nostro tanto atteso futuro, oppure siamo in grado di stendere le file del pallottoliere?

Oltre 2.000 miliardi di euro, 2.000.000.000.000, più di 2 bilioni. A tanto ammonta il nostro debito con la Banca Centrale Europea S.p.A.. Gli americani, che non usano il bilione, direbbero 2 trillion, ma loro sono a 14 trillion di dollari di debiti, quindi non li consideriamo al momento se non per il fatto che la metà del loro debito è in mano agli americani, il 30% in mano ai paesi del Nord Africa e ai produttori di petrolio, il restante suddiviso tra Cina, Giappone, Corea ed Europa. Insomma tutti soci in questo debito. Mentre in Italia questo debito è di proprietà di una entità con sede estera, contrariamente a quanto la Costituzione riporta in tema di moneta ed economia.

Mentre l’Italia come va? Non possiamo saperlo con certezza, ma pare che di questi 2 bilioni di debito, di Italiano ci sia veramente poco. C’è differenza ad essere per il 50% debitori ed esserlo totalmente. Si tratterebbe sempre di 7 bilioni nel caso degli USA, mentre nel nostro caso sono 2 bilioni quasi per intero. Di contro noi qui in Italia siamo 60 milioni di abitanti, con 31 mila euro di debito a testa, gli americani sono quasi 314 milioni con un debito pro capite di circa 44 mila dollari ciascuno, al netto del cambio fanno circa 31.700 euro a testa per gli americani, contro una media europea di solo 15.000 euro circa.
 

Il debito pubblico lordo in Europa. Espresso in percentuale del PIL di ogni paese. Fonte : Eurostats.
Il debito pubblico lordo in Europa. Espresso in percentuale del PIL di ogni paese. Fonte: Eurostats.

 
  Il debito pubblico italiano ammonta a oltre duemila miliardi.

 
Lo so, i numeri fanno girare la testa, soprattutto questi numeri, ma penso sempre che tra non sapere e sapere sia più importante la seconda, perché giorno dopo giorno mi rendo conto che non ci stanno dicendo la verità. Per il nostro disinteresse stiamo vivendo un periodo di omissioni e che le conseguenze, comunque volenti o nolenti, saranno a carico nostro e del nostro futuro.
Quindi bene attenti per pochi minuti e leggiamo questo piccolo estratto che segue.

Gli USA detengono il debito pubblico più alto al mondo. Sarebbero sull’orlo del fallimento. Tanto che il presidente Obama dichiara che se non ci saranno provvedimenti urgenti, da agosto, gli USA non saranno più in grado di pagare le pensioni. Negli usa le pensioni sono affidate ad istituti previdenziali privati, quindi la cosa è molto grave, non stiamo parlando di enti sociali come INPS o INAIL, ma di grandi società in crisi come AIG e altre banche assicurative americane.

In Italia viene data molta enfasi a questa situazione ed il dubbio che mi pervade è che tutto ciò non sia altro che una collaudatissima tecnica di spostare la morbosa attenzione degli italiani dalla situazione del nostro debito a quello altrui e creare una fatale opinione di “mal comune, mezzo gaudio”.

Se invece ci mettessimo a fare i classici quattro conti della serva scopriremmo che l’allarme lanciato da Obama sui conti USA, noi lo abbiamo superato da decine e decine di anni e stiamo navigando “tranquillamente” verso l’occhio del ciclone con destinazione il profondo degli abissi.

Vediamo come e perché.

Ritorniamo al calcolo americano qui sopra. Rifacciamo tutto. Gli USA hanno una popolazione di 314 milioni di abitanti e un debito di 14.000 miliardi di dollari che al cambio attuale equivalgono a 10.000 miliardi di euro, la percentuale del debito sul P.I.L. ( Prodotto Interno Lordo – il prodotto in moneta del paese in un anno ) è del 70%.

L’Italia ha 60 milioni di abitanti, un debito dichiarato, ma ufficioso, di 1.900 miliardi di Euro e la sua percentuale sul PIL è del 120%.

Esiste anche un debito previdenziale, tenuto sempre e gelosamente nascosto da tutti i politici italiani, di 3.700 miliardi di Euro che sommato a quello ufficiale fa triplicare tutti i suoi valori.

Il vero debito italiano è di 5.500 miliardi di euro. Perché le banche assicurative americane hanno la loro gestione, mentre invece in Italia, essendo statali gli enti assicurativi pensionistici e le casse di previdenza sociale, tutto rimane a carico dello stesso governo, ossia, alla fine, dei cittadini stessi, tu.

Il debito pro capite per ogni cittadino USA è: 10.000 miliardi di euro, diviso 314 milioni di abitanti, vale a dire circa € 30.000 per ciascun americano. Ogni cittadino americano ha una quota di debito pubblico di circa € 30.000.
La stessa quota pro capite italiana, ad oggi novembre 2011 con un debito pubblico di 1.900 miliardi di euro, diviso 60 milioni di abitanti, diventa € 31.000 a testa.

Dobbiamo ricordare a questo punto che il PIL pro capite americano nel 2007 era € 34.000, convertito in euro al cambio di 1,4 (6° posto al mondo), mentre quello italiano era € 21.000 (26° posto al mondo).

Un americano ha un debito di € 30.000 e con il suo lavoro in un anno ne produce € 34.000 (PIL) mentre un italiano avrebbe sempre un debito di circa € 30.000 ma ne produce con il suo lavoro in media € 21.000 (PIL) all’anno.

Fosse così, nonostante la estrema gravità del debito italiano, sarebbe da fare comunque festa ogni giorno, ma non è così, perché se questi calcoli li facciamo con le cifre corrette, vale a dire con una base di € 5.500 miliardi di debito reale italiano, arriviamo a queste conclusioni:

5.500 miliardi di euro diviso 60 milioni di abitanti = € 91.000 di debito effettivo per ogni cittadino italiano (record mondiale!).

Quindi a conti fatti il debito pro capite, quello vero è cresciuto a € 91.000 e le capacità di produrre ricchezza con il lavoro sono rimaste a € 21.000 (PIL pro capite annuo).

Si potrebbe continuare ad infierire confrontando il tempo che servirebbe ad un americano per pagare il suo debito, a quello di un italiano, la capacità produttiva degli USA a quella italiana, le ricchezze naturali americane con quelle italiane e via, via all’infinito……. in un confronto senza storia che vede l’America ricchissima, nei confronti dell’Italia.

Però Obama ha denunciato l’imminente certezza del fallimento americano se non ci saranno provvedimenti straordinari da parte del loro Parlamento, il Congresso degli Stati Uniti d’America.

Obama, esclusi tutti i suoi difetti, è una persona onesta e dice la verità, mentre i politici italici da decenni e decenni ci stanno facendo navigare nella tempesta del disastro economico che ha già indebitato le prossime quattro generazioni, nascondendo anche agli alleati europei la situazione reale che porterà a fondo tutta l’Europa.

D’altronde l’imbroglio e l’inganno sono stati i mezzi con cui i politici italiani sono arrivati all’unità di questo stato già dal 1860, un metodo tollerato e spesso supportato dall’Europa del tempo che rischia ora di divenirne vittima perché gli Europei, ancora, non hanno capito che l’onestà non abita qui in Italia!

 

È evidente. Siamo ormai alla frutta. Se necessitiamo di manovre così ampie e frequenti significa che siamo agli sgoccioli.
Ormai sarà la decima manovra finanziaria che vedo e provo sempre l’ennesimo disgusto. Non c’è mai la risposta ferrea ad una vera crisi, un’azione seria e decisa per contrastare il problema alla radice. Non mi prendete per sciocco, facilone o peggio catastrofista, la questione è estremamente seria.

Tutti noi continuiamo a barcamenarci ignorando il vero senso e destinazione di tutti i nostri sacrifici.
Ogni santo giorno procediamo inermi verso il baratro aggiungendo debito al debito.
Ipotizziamo l’Italia come una nave e il debito come fosse acqua salata.
Chi lo sa ne approfitta, invece di buttare acqua fuori dalla barca che affonda, si preoccupa solo di riempire la sua borraccia di acqua dolce preparandosi a scappare al momento giusto, qualcun altro esporta barili d’acqua mista in paesi caldi… noi non sappiamo e continuiamo a buttare fuori acqua salata, o forse è più logico dire che ci sembra di buttarla fuori, ma in realtà i buchi sono così grandi che ne entra più di quel che ne esce.
La sovranità appartiene al popolo, ma … non la esercita.

Una soluzione finale, per tamponare almeno, visto il livello a cui siamo giunti, potrebbe essere quello di abolire definitivamente la moneta fisica.
Solo transazioni elettroniche, fine della carta moneta, la carta straccia.
Con transazioni esclusivamente con moneta elettronica si otterrebbe finalmente la trasparenza fiscale, la deducibilità fiscale completa per tutti i lavoratori, la sovranità monetaria ( io proprietario di quel credito che genero ), un credito ed un fisco più equi e basati su degli standard di crescita senza eccessivo profitto, impedire la speculazione finanziaria sul debito, quindi eliminare gli interessi e il signoraggio…

Sta a noi volerlo, se capiamo quale concetto sta dietro la differenza tra il pollame in un allevamento intensivo, il lavoratore che mantiene i polli e il proprietario dello stabilimento.

Auguri.

Un pensiero su “Il nostro futuro

  1. Pingback: cartella» Blog Archive » una piccola soddisfazione politica – denuncia per responsabilità dell’attuale collasso economico.

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