Cioè, c’è ancora qualcuno che voterebbe per partito preso o ideali di 60 anni fa, piuttosto che per risultati e contenuti. Vien da pensare che ci meritiamo tutto quello che abbiamo e buona lì. Il problema in realtà non sono i “soliti sondaggi” e neppure “silvio”. Entrambe queste due cose sono enormemente piccole rispetto a quello che ci stiamo perdendo giorno dopo giorno.
Ogni giorno arriva qualcuno che ci toglie uno dei tanti diritti acquisiti e ci costringe a rinnegare la nostra umanità. Il problema è che noi ci dobbiamo piegare, per la famiglia, per il mutuo e per la macchina. Ma anche per il divano e tutti gli investimenti fatti in merda negli anni passati. Dove potremmo diversamente andare? Che cosa potremmo invece fare? Perché anche se si partisse per Roma e gli si andasse a dire in faccia “che cazzo state facendo deficienti!?!” saremmo immediatamente arrestati e poi marchiati come terroristi ( perché io cazzo poi non mi pento ).
Sono fiero del mio 6.1%
sono sempre stato abituato al meglio, alla libertà; - ad usare computer superiori, magari di nicchia e più costosi, ma li reputavo il meglio ed usavo quelli punto e basta; - a non credere ad un gruppo/libro/persona semplicemente per un ideale, ereditarietà, gerarchia, ecc., mi sono sempre posto delle domande, le stesse che ho oggi; - a non credere in dio semplicemente perché lui può darmi tutte le risposte, ma a credere in qualcosa perché a questo possa porgere le mie domande; - a non limitare il mio operato perché ci sono regole che mi dicono “arriva qui e poi fermati”, ma a cercare sempre nuovi orizzonti e nuove possibilità; - a non credere che lo status quo sia il punto di arrivo, anzi lo ritengo il peggior modo di morire; - non fidarmi della società, ma anzi impegnarmi affinché io sappia fare tutto il possibile per sopravvivere e rendermi indipendente in questa o in qualunque altra società.
Mi chiedo spesso: ma se scoppiasse la terza guerra mondiale domani e casualmente sopravvivessi, sarei in grado veramente di sopravvivere senza questa società? Credo di si ma non ne sono tanto sicuro. Non ho mai cacciato selvaggina ne coltivato qualcosa di più di 4 pomodori e qualche insalatina.
Tante altre cose che non sto ora qui a tediarvi.
Oggi tutto questo diventa sempre più difficile, sembra impossibile poter essere uomini liberi in grado di costruirsi una casa, creare un orto o spostarsi nel mondo in cui pensavo di essere nato libero.
Non posso neppure più coltivare o curarmi con le erbe, come mi hanno insegnato i miei avi, perché commetto un reato. Non posso neppure fregiarmi del cognome dei miei avi, perché sono di una razza non riconosciuta direttamente dallo stato Italiano, ne dalle convenzioni internazionali. Non posso accusare chi sta facendo del male ai miei cari e concittadini, perché è illegale visitare e filmare una discarica o un inceneritore. Non posso sviluppare granaglie o semi dalle mie piante, perché domani l’azienda Monsanto potrebbe venire a reclamare i diritti sul seme del grano e del pomodoro. Non posso in alcun modo ritenermi libero come pensavo. Una lista di -Non- che… è inutile che vado avanti, li sapete tutti.
Temo spesso di essere un uomo finito e tutto questo lo devo anche all’ignoranza dei miei simili, dei miei avi e di tutti quelli che se ne sono fregati prima di me. Posso solo sperare di tamponare quello che sta accadendo e il mio urlo si leva alto nel cielo senza orecchie ad udirlo.
Ma quel 6% mi rende fiero perché è stato guadagnato tutto sul campo, sulle palle di concittadini come me, che sentono la libertà evaporare giorno dopo giorno. Gente che non perde le speranze e che lotta aspramente per recuperare a piccoli passi quel che si è perso. Forse un lavoro inutile, ma importante. Sono fiero di tutti quelli che per un motivo o per un altro hanno collaborato e poi votato per qualcosa di estremamente diverso.
Ogni tanto però vorrei smetterla con le tattiche e la politica per passare a qualcosa di molto più concreto, efficiente ed immediato. Purtroppo anche questo sarebbe illegale e lo era anche ai tempi dei miei avi.
Spesso viene anche il desiderio di mandare tutto a culo e integrarsi, spendere quei quattro soldi e dargliela vinta. Tanto la maggioranza dei miei coetanei o gioca con la playstation, o con la figa, il calcio in tv, o con altri divertentissimi passatempi. Ma sapere che c’è un 6% mi rende tutto più difficile. I sensi di colpa mi mangerebbero steso sul divano.
buona vita
Delusione e amarezza. Se è vero che ora è troppo tardi per parlare di TRC e che bisogna assolutamente farlo per mettere mano su quei soldi ( perché mi par di capire che altro motivo reale non c'è ), ci si rende anche perfettamente conto che i nostri dipendenti nel consiglio comunale non hanno il minimo interesse ad ascoltare cittadini che pongono semplici e giuste obiezioni.
Il loro disegno è esclusivamente quello di iniziare dei lavori per dimostrare che si è fatto qualcosa e metterlo in saccoccia come risultato preso, anche se sviluppato prima da altri che ora siedono in altri scranni. Prova di tutto ciò ne è ogni singolo commento che si legge da chi conosce superficialmente la questione. I dubbi rimangono, ma ai sordi non si può parlare dei problemi, come ai ciechi non si può descrivere la bellezza di un paese diverso da quello che loro desiderano vivere e vedere.
I nodi al pettine verranno, uno per uno, allora questi sordi e ciechi si ritroveranno nella saccoccia sacchi di letame e un consenso sempre più ridotto. Si pensava che le ultime elezioni avessero dato una tastatina al consenso, un messaggio chiaro, ma vedo che non è servito a nulla.
Questa è l'era della comunicazione, ora la gente si informa e non più come 10/15 anni fa dove veniva subissata di informazioni al 99% inutili, ora si filtra e ci si informa anche settorialmente, quindi le persone verranno a scoprire realmente di cosa è fatta la politica e quali giochini tengono in piedi questa classe di impiegati d'oro, genti che nulla producono se non il disastro che viviamo quotidianamente, ma pagati profumatamente per farlo, soprattutto se paragonato al nostro vicinato e ad altre realtà, di altri paesi, simili alla nostra città.
Tutto quello che sta succedendo a Rimini oggi è il passato in tante altre città della Romagna, d'Italia e d'Europa, quindi senza spingersi tanto oltre fuori dai nostri confini possiamo valutare tutto quello che ci sta accadendo con una visione prospettica di quel che succederà, una proiezione netta e concreta. L'area della provincia è talmente piena di nonsensi e realtà improduttive per quanto dispendiose, se non addirittura dannose, che a forza di incontrarle ci si chiede come mai non si tamponino almeno. Le risposte arrivano solamente quando si analizzano i risultati delle città che hanno già affrontato i nostri 'disguidi' e poi li hanno risolti, scoprendo che alla fonte di questi problemi c'era sempre un disegno chiaro, di cui i nostri dipendenti nel consiglio comunale non erano neppure tutti al corrente, anzi spesso i pochi che ci guadagnavano erano i più silenziosi e omertosi al riguardo.
Astensioni di voto, assenze, sono alle volte dei segnali chiari, che mascherano un disinteresse forzato delle cose che si spiega solo con un interesse relativo.
Non sto a descrivere le problematiche ne a segnalare i disguidi che citavo sopra, vedo che già per l'esempio del TRC il discorso è molto semplificato nella sua visione, s'à da fare e basta, ma consiglio ai nostri dipendenti di viaggiare e valutare altre realtà, di guardarsi intorno insomma, i segnali giungono da ovunque e sono poco controversi, quindi anche alla vostra portata.
La realtà è che non avete il minimo potere di cambiare le cose, ne tantomeno la volontà, potete solamente seguire l'onda di chi vi pilota.
A questo punto c'è sempre l'ottuso che si alza e sentenzia: si, si, sempre contro questi lavori, avete il timore delle innovazioni, bisognava parlarne anni fà quando questa cosa è stata proposta, non adesso che è troppo tardi. Ora bisogna proseguire con il progetto, poi servono proposte e non lamentele.
No ma devo vedere anche questa, adesso dobbiamo essere noi a fare ancora altre proposte, quando quelle fatte non sono state minimamente ascoltate in funzione degli interessi in essere.
Proposte alternative ne ho sentite parecchie, ma sono cadute tutte nel nulla, quindi se non vogliamo vederle è inutile parlarne.
Ma ci riprovo.
Ribadisco quanto già scritto in centinaia di casi da parte mia: parcheggi scambiatori con aree di capolinea per trenini, bus, tram, taxi, biciclette, servizi di noleggio e trasporto, ci sta anche il trenino sopraelevato magnetico sulla statale per san marino volendo, ma questo è uno scherzo capitemi, servizi fondamentali e uffici comunali in ogni quartieri, interventi di ripristino per le comunità di quartiere, incentivi ai negozi di quartiere.
Come possiamo ridurre la quota di mezzi in circolazione?
Sicuramente non inserendo una 18 corsie dove prima ce ne stavano 6 e neppure istituendo centinaia di vagoni di tram quando tutti i servizi fondamentali ( leggi uffici, USL, supermercati ), sono dislocati a macchia di vacca sulla città.
I quartieri devono primeggiare e non la città in se. A che mi serve che l'ambulatorio del mio medico o la scuola dei miei figli stiano a chilometri da me, che il mio quartiere sia solo un dormitorio oppure che sia un concentrato di locali se poi non vi trovo i servizi essenziali? Per sfavorire l'uso delle auto si rende necessaria una serie di interventi che ridimensionino la vivibilità del territorio in modo che non richieda giornalmente grandi spostamenti. Se poi vorrò viaggiare è altro conto.
I soldi del TRC possono essere usati per questo, è sempre un miglioramento della viabilità. Renderli indietro in parte e usare la maggior parte per questi interventi, ma soprattutto ammettere che si stava facendo l'ennesimo sbaglio su una visione sbagliata è sicuramente più onorevole che perdurare sull'errore.
Premessa necessaria: B.C.E. ( Banca Centrale Europea ) e BANKITALIA s.p.a. ( Banca D’Italia ).
Che differenza c’è tra queste banconote? Chi le crea?
Con certezza assoluta possiamo dire che ognuna di queste banconote poteva o può ( a seconda del corso legale ), essere utilizzata per acquistare beni ma, sempre con la stessa certezza, possiamo stabilire che solo una di queste veniva stampata dallo Stato quindi apparteneva ai cittadini, mentre le altre sono rispettivamente della Banca d’Italia (BANKITALIA s.p.a.) e della BCE, pertanto appartengono alle rispettive banche.
REPUBBLICA ITALIANA;
IL DIRETTORE GENERALE DEL TESORO e la relativa firma;
IL CASSIERE SPECIALE e la relativa firma;
V° PER LA CORTE DEI CONTI e la relativa firma;
IPS OFF CARTE VALORI (IPS: Istituto Poligrafico dello Stato – Officine Carte Valori ) dove la stessa banconota è stata prodotta.
Se proprio vogliamo essere precisi, guardando la filigrana è presente l’emblema della Repubblica Italiana: la stella, la ruota dentata e i ramoscelli di ulivo e alloro, di seguito rappresentato:
Questa banconota riporta dicitura, firme (di dipendenti statali) e simboli della Repubblica Italiana che la emette, pertanto appartiene a tutti noi cittadini italiani.
BANCA D’ITALIA;
PAGABILI A VISTA AL PORTATORE;
OFFICINA DELLA BANCA D’ITALIA;
IL GOVERNATORE e relativa firma;
IL CASSIERE e relativa firma;
OFFICINE DELLA BANCA D’ITALIA;
l’immagine della filigrana ritrae la stessa Montessori.
Questa banconota riporta dicitura, firme della Banca d’Italia oggi denominata “BANKITALIA s.p.a.”. SPA sta a significare che è una società per azioni, ossia una azienda che deve avere come missione principale quella di produrre ricavi. Non è quindi un ente federale e neppure un’istituzione governativa, ma una società a tutti gli effetti. Una SPA non lavorerà necessariamente per il bene dell’economia o per quello degli italiani, non lavora per lo stato, ma esclusivamente per il bene proprio e dei propri soci.
qui i partecipanti
La stessa cosa vale per l’EURO: questa banconota viene emessa dalla BCE, di conseguenza appartiene alla BCE (Banca Centrale Europea).
Questa premessa si rende necessaria per capire nel dettaglio quel che segue, in riferimento alle azioni di governo per la crescita di questo paese, della sua economia, nell’affermazione di un popolo unito e produttivo.
Noi dobbiamo ad una banca straniera ben 2.000 miliardi di euro, generati dal 2001 ad oggi, tramite elargizioni di denaro e svalutazione con relativi interessi. Il tutto con il giochino del passaggio di sovranità monetaria spiegato qui sopra. Quindi, quando sentite parlare di debito pubblico, non si sta parlando di debiti che gli italiani singolarmente hanno stipulato con le banche, ma è lo stato che ha percepito da una banca estera del denaro, mai restituito!
L’ultima manovra ‘correttiva’
Azioni di governo come queste fanno riflettere, succede sempre più spesso ormai. Ci ritroviamo in atto provvedimenti che nulla di sociale hanno se non il prelievo di massa per mantenere uno stato di cose pressoché immutato. Sai già che il debito di questo stato è tanto elevato che sono necessari 90 mld di euro all’anno solo per pagare gli interessi. L’ultima manovra correttiva prevede nei prossimi 2 anni, 45 mld di euro circa di aggiustamenti. La manovra correttiva precedente servì per tamponare 30 mld di euro, un mese prima che La Russa spendesse 29 mld di euro per comprare dei nuovi aerei militari da guerra per il nostro paese. Lasciamo perdere le 19 Maserati da 300.000 euro ciascuna di ottobre 2011 perché già mi girano.
Dobbiamo domandarci ancora quale sia il nostro tanto atteso futuro, oppure siamo in grado di stendere le file del pallottoliere?
Quasi 2.000 miliardi di euro, 2.000.000.000.000, 2 bilioni. A tanto ammonta il nostro debito con la Banca Centrale Europea S.p.A.. Gli americani, che non usano il bilione, direbbero 2 trillion, ma loro sono a 14 trillion di dollari di debiti, quindi non li consideriamo al momento se non per il fatto che la metà del loro debito è in mano agli americani, il 30% in mano ai paesi del Nord Africa e ai produttori di petrolio, il restante suddiviso tra Cina, Giappone, Corea ed Europa. Insomma tutti soci in questo debito.
Mentre l’Italia come va? Non possiamo saperlo con certezza, ma pare che di questi 2 bilioni di debito, di Italiano ci sia veramente poco. C’è differenza ad essere per il 50% debitori ed esserlo totalmente. Si tratterebbe sempre di 7 bilioni nel caso degli USA, mentre nel nostro caso sono 2 bilioni quasi per intero ( 1.900 per l’esattezza + 90 miliardi di interessi per quest’anno ). Di contro noi qui in Italia siamo 60 milioni di abitanti, con 31 mila euro di debito a testa, gli americani sono quasi 314 milioni con un debito pro capite di circa 44 mila dollari ciascuno, al netto del cambio fanno circa 31.700 euro a testa per gli americani.
Lo so, i numeri fanno girare la testa, soprattutto questi numeri, ma penso sempre che tra non sapere e sapere sia più importante la seconda, perché giorno dopo giorno mi rendo conto che non ci stanno dicendo la verità. Per il nostro disinteresse stiamo vivendo un periodo di omissioni e che le conseguenze, comunque volenti o nolenti, saranno a carico nostro e del nostro futuro. Quindi bene attenti per pochi minuti e leggiamo questo piccolo estratto che segue.
Gli USA detengono il debito pubblico più alto al mondo. Sarebbero sull’orlo del fallimento. Tanto che il presidente Obama dichiara che se non ci saranno provvedimenti urgenti, da agosto, gli USA non saranno più in grado di pagare le pensioni. Negli usa le pensioni sono affidate ad istituti previdenziali privati, quindi la cosa è molto grave, non stiamo parlando di enti sociali come INPS o INAIL, ma di grandi società in crisi come AIG e altre banche assicurative americane.
In Italia viene data molta enfasi a questa situazione ed il dubbio che mi pervade è che tutto ciò non sia altro che una collaudatissima tecnica di spostare la morbosa attenzione degli italiani dalla situazione del nostro debito a quello altrui e creare una fatale opinione di “mal comune, mezzo gaudio”.
Se invece ci mettessimo a fare i classici quattro conti della serva scopriremmo che l’allarme lanciato da Obama sui conti USA, noi lo abbiamo superato da decine e decine di anni e stiamo navigando “tranquillamente” verso l’occhio del ciclone con destinazione il profondo degli abissi.
Vediamo come e perché.
Ritorniamo al calcolo americano qui sopra. Rifacciamo tutto. Gli USA hanno una popolazione di 314 milioni di abitanti e un debito di 14.000 miliardi di dollari che al cambio attuale equivalgono a 10.000 miliardi di euro, la percentuale del debito sul P.I.L. ( Prodotto Interno Lordo – il prodotto in moneta del paese in un anno ) è del 70%.
L’Italia ha 60 milioni di abitanti, un debito dichiarato, ma ufficioso, di 1.900 miliardi di Euro e la sua percentuale sul PIL è del 120%.
Esiste anche un debito previdenziale, tenuto sempre e gelosamente nascosto da tutti i politici italiani, di 3.700 miliardi di Euro che sommato a quello ufficiale fa triplicare tutti i suoi valori.
Il vero debito italiano è di 5.500 miliardi di euro. Perché le banche assicurative americane hanno la loro gestione, mentre invece in Italia, essendo statali gli enti assicurativi pensionistici e le casse di previdenza sociale, tutto rimane a carico dello stesso governo, ossia, alla fine, dei cittadini stessi, tu.
Il debito pro capite per ogni cittadino USA è: 10.000 miliardi di euro, diviso 314 milioni di abitanti, vale a dire circa € 30.000 per ciascun americano. Ogni cittadino americano ha una quota di debito pubblico di circa € 30.000. La stessa quota pro capite italiana, ad oggi novembre 2011 con un debito pubblico di 1.900 miliardi di euro, diviso 60 milioni di abitanti, diventa € 31.000 a testa.
Dobbiamo ricordare a questo punto che il PIL pro capite americano nel 2007 era € 34.000, convertito in euro al cambio di 1,4 (6° posto al mondo), mentre quello italiano era € 21.000 (26° posto al mondo).
Un americano ha un debito di € 30.000 e con il suo lavoro in un anno ne produce € 34.000 (PIL) mentre un italiano avrebbe sempre un debito di circa € 30.000 ma ne produce con il suo lavoro in media € 21.000 (PIL) all’anno.
Fosse così, nonostante la estrema gravità del debito italiano, sarebbe da fare comunque festa ogni giorno, ma non è così, perché se questi calcoli li facciamo con le cifre corrette, vale a dire con una base di € 5.500 miliardi di debito reale italiano, arriviamo a queste conclusioni:
5.500 miliardi di euro diviso 60 milioni di abitanti = € 91.000 di debito effettivo per ogni cittadino italiano (record mondiale!).
Quindi a conti fatti il debito pro capite, quello vero è cresciuto a € 91.000 e le capacità di produrre ricchezza con il lavoro sono rimaste a € 21.000 (PIL pro capite annuo).
Si potrebbe continuare ad infierire confrontando il tempo che servirebbe ad un americano per pagare il suo debito, a quello di un italiano, la capacità produttiva degli USA a quella italiana, le ricchezze naturali americane con quelle italiane e via, via all’infinito……. in un confronto senza storia che vede l’America ricchissima, nei confronti dell’Italia.
Però Obama ha denunciato l’imminente certezza del fallimento americano se non ci saranno provvedimenti straordinari da parte del loro Parlamento, il Congresso degli Stati Uniti d’America.
Obama, esclusi tutti i suoi difetti, è una persona onesta e dice la verità, mentre i politici italici da decenni e decenni ci stanno facendo navigare nella tempesta del disastro economico che ha già indebitato le prossime quattro generazioni, nascondendo anche agli alleati europei la situazione reale che porterà a fondo tutta l’Europa.
D’altronde l’imbroglio e l’inganno sono stati i mezzi con cui i politici italiani sono arrivati all’unità di questo stato già dal 1860, un metodo tollerato e spesso supportato dall’Europa del tempo che rischia ora di divenirne vittima perché gli Europei, ancora, non hanno capito che l’onestà non abita qui in Italia!
È evidente. Siamo ormai alla frutta. Se necessitiamo di manovre così ampie e frequenti significa che siamo agli sgoccioli. Ormai sarà la decima manovra finanziaria che vedo e provo sempre l’ennesimo disgusto. Non c’è mai la risposta ferrea ad una vera crisi, un’azione seria e decisa per contrastare il problema alla radice. Non mi prendete per sciocco, facilone o peggio catastrofista, la questione è estremamente seria.
Tutti noi continuiamo a barcamenarci ignorando il vero senso e destinazione di tutti i nostri sacrifici. Ogni santo giorno procediamo inermi verso il baratro aggiungendo debito al debito. Ipotizziamo l’Italia come una nave e il debito come fosse acqua salata. Chi lo sa ne approfitta, invece di buttare acqua fuori dalla barca che affonda, si preoccupa solo di riempire la sua borraccia di acqua dolce preparandosi a scappare al momento giusto, qualcun altro esporta barili d’acqua mista in paesi caldi… noi non sappiamo e continuiamo a buttare fuori acqua salata, o forse è più logico dire che ci sembra di buttarla fuori, ma in realtà i buchi sono così grandi che ne entra più di quel che ne esce. La sovranità appartiene al popolo, ma … non la esercita.
Una soluzione finale, per tamponare almeno, visto il livello a cui siamo giunti, potrebbe essere quello di abolire definitivamente la moneta fisica. Solo transazioni elettroniche, fine della carta moneta, la carta straccia. Con transazioni esclusivamente con moneta elettronica si otterrebbe finalmente la trasparenza fiscale, la deducibilità fiscale completa per tutti i lavoratori, la sovranità monetaria ( io proprietario di quel credito che genero ), un credito ed un fisco più equi e basati su degli standard di crescita senza eccessivo profitto, impedire la speculazione finanziaria sul debito, quindi eliminare gli interessi e il signoraggio…
Sta a noi volerlo, se capiamo quale concetto sta dietro la differenza tra il pollame in un allevamento intensivo, il lavoratore che mantiene i polli e il proprietario dello stabilimento.
Auguri.
Fonte: Banca Mondiale, Indicatori di sviluppo mondiale – Google Public Data Explorer.
riuscire a vedere tutte quelle gradazioni di sfumature del cielo Leggi il resto di questo foglio…
In questo post sono raccolti una serie di video denuncia molto interessanti per chi ha bisogno di materiale informativo o semplicemente per chi vuole documentarsi e acculturarsi sui temi più scottanti del panorama politico e civile della nostra epoca. È chiaramente richiesto molto tempo per vederli tutti, ma in un paio d’ore alla sera, in alternativa alla TV, avremo almeno la possibilità di ottenere una informazione netta e specialistica, una visione chiara e globale, sui problemi più grandi della nostra società.
Li riassumo qui sotto, in modo che abbiate una chiara panoramica dei contenuti prima della [buona] visione. Auguri umani!
Leggi il resto di questo foglio…
al mar ché cerato al ciel de pari tono agli stanchi gabbiani ai lenti erranti a tutto questo grigior voglio urlare non vedete meraviglia ne la bellezza intorno
No, loro pensan d’esser ne senton la vita che oggi m’é d’eccesso
In un lontano passato, provvedendo all’acquisto di un nuovo pacco batterie per le mie apparecchiature elettroniche, che fossero per il mouse wireless, per una radiolina portatile, per un modellino telecomandato o la radiosveglia, andavo nel negozio, mi dirigevo al distributore di batterie e prendevo il tipo che più mi piaceva. Punto, nessuna possibile valutazione, se non gusto e necessità. Forse influiva la pubblicità, forse le precedenti esperienze, comunque nella mia ingenuità prendevo le batterie e una volta esaurite le buttavo. Oggi non è più così, innanzitutto sono certo che non influisce più la pubblicità, poi importante, le batterie le compro solo ed esclusivamente ricaricabili, una volta esaurite controllo che siano completamente esauste, se con un residuo di carica le lascio finire e sostituisco solo quelle veramente scariche.
batterie esauste raccolte nel tempo per essere depositate negli appositi contenitori di smaltimento o consegnate nelle oasi ecologiche
è semplice vivere, basta inanellare un giorno dopo l’altro, chiudere delle esperienze e farne tesoro è facile, basta svegliarsi e vivere, senza aspettative e senza sogni, puntando semplicemente al giorno dopo solo che è inumano non avere sogni e aspettative, è immorale anche solo provare a raccontarlo nessuno ti capirà, qualcuno ti compatirà, non c’è chi ti crederà Leggi il resto di questo foglio…
Dopo il Town Meeting di ieri sera ho riflettuto molto su una domanda estemporanea fatta da uno degli intervenuti:
ma esistono ancora la destra e la sinistra?
Ci ho riflettuto perché, visto il fatto che noi ci collochiamo sopra e avanti, anche se apparentemente banale, in realtà la domanda e lecita, estremamente lecita. Volevo quasi intervenire e rispondere li per li, ma la mia timida mano alzata è passata in secondo piano per un motivo molto semplice, è difficile far comprendere che ci hanno sempre preso per i fondelli, sempre. Capisco che dall’esterno sembriamo catastrofisti e cospirazionisti a buttarla giù così a questo modo, sempre, sempre, ma è così, sempre, effettivamente è una catastrofe.
Sulla base di questo articolo di Pansa, condivido un mio pensiero di ieri sera, sperando sia una riflessione per tutti: la destra e la sinistra non esistono, è appurato e matematico, non sono mai esistite il fatto che fossero state affibbiate queste identificazioni ai due schieramenti generava due distinte fazioni principali di governo, diverse e inconciliabili, ciò non era necessariamente un senso logico o un nesso con la realtà, semplicemente un’invenzione giornalistica filo-mafio-vaticana, puramente strumentale, di qualcuno che aveva interesse a dividere ancor di più il dibattito e il confronto che si stava creando. Se immaginiamo la destra e la sinistra come due mani, diventa inconciliabile stringersele reciprocamente in un accordo. Una nomenclatura in puro stile macchiavellico, di cui il “buon caro” vecchio Andreotti è sempre stato un grande estimatore ( di Macchiavelli ma anche dei giochetti di potere ), che quindi perciò lo ha coltivato con grande cura. Sin dall’antichità, in tutto il mondo, è sempre esistito il concetto Divide et impera, Divide and Conquer, un modo per soggiogare il nemico nel modo più subdolo, creando una guerra interna di poteri e lasciare che tutto si sfasci da solo o con il minimo sforzo. In realtà esiste solo la politica fatta dai cittadini, la politica intesa come polis ethica, etica pubblica. Leggi il resto di questo foglio…
leggere significato piangere viaggio libera rinunciare limite descrivere volontà natura analisi corpo combattere Insieme cibo sapere globale luna misura piena impossibile sforzo fiori meta dormire lotta maggioranza possibile alberi successo uguali dono speranza filosofia veramente desiderio diritto nemico fermo esisti raggio dolce forte messaggio esistenza creatura vedere donne movimento uomini sogni carico essere pensare conoscere idee lascio emozioni personale pena notte vivendo pianeta debito civiltà difficile debiti soldi economico pagare discorso serve sicurezza produrre inquinamento politici quotidianamente ali ricordo concetto testa voglia nuvole sentimento condividere caldo condivisione potenza toccare coscienza profondo italia cittadini media paese economica lavorare prodotti popolo prodotto conseguenza libro distanza sguardo sensazione aria amici voce gioia universo umani forza ricevere facile sentimenti diritti soffrire provato mare freddo servizi sperare esclusivamente gruppo sentito realtà umano voglio gioco donare punti effetti valori perso accanto amo bene cultura passo stelle punto inizio vivo interessi governo mondiale bambini crisi piacere banca comune regole sociali amare informazione libero terra luce credere problemi umanità infinito banche pieno economia dolore spazio parola libertà sole guerra paesi animo passato cambiare morire felicità paura sensazioni possibilità sistema sognare occhi sentire tempo pensieri società sociale futuro vuoto persona vento fiducia potere parole vita cielo cuore persone amore
WP Cumulus Flash tag cloud by Roy Tanck and Luke Morton requires Flash Player 9 or better.