Democrazia?

logo-forza-gnocca-ciclo-dell-arteMi sembra di averlo già scritto in passato, ma va da sé che lo sto già riscrivendo…
Se veramente erano democratici non avevano bisogno di scriverlo nel nome del partito. Così come quelli della Libertà o della Forza, che poi occupano le scale dei tribunali in nome della loro tanto sbandierata democrazia. Idem quelli della Lega, che poi il nome si adatta benissimo ad un gruppo di ammanettati. Ci sono altri che parlano di libertà ed anche di ecologia, ma sono troppo piccoli e poi anche loro menzionano il partes, la parte, il partito, in questo caso la sinistra, già così appunto si mette in una posizione di parte, che non rappresenta pertanto la totalità e quindi nulla a che fare con la Democrazia. Se si guarda ai sindacati, a confcommercio o a confindustria, per esempio, si rileva l’inutilità di sostenere posizioni di una parte, dato che poi una qualunque di queste si avvale dei sacrifici e dei successi delle altre.
Come quelli che invece si scrivono nel nome MoVimento ⭐⭐⭐⭐⭐, per evidenziare effettivamente quei 5 punti che mancano alla Costituzione: acqua pubblica, no al nucleare si alle energie rinnovabili, sviluppo, progresso, diritto all’informatizzazione e soprattutto all’informazione libera, ma di Democrazia ne devono mangiare ancora tantissima, a pranzo e cena.

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Per quanto mi riguarda penso che il cancro di questa società siano appunto le divisioni, i partiti le rappresentano benissimo. Rimpiccioliamoci, ragioniamo come se fossimo ad una ipotetica assemblea di condominio, in cui già è difficile dover avere a che fare con leggi e regolamenti, dovessimo anche combattere con le fazioni del primo e del terzo piano poi con gli anziani del giardino e quindi con quelli che hanno il balcone, alla fine dell’incontro non si ridurrebbe nulla e servirebbero decine di riunioni solo per placare gli animi, quindi, forse, dopo estenuanti scontri riuscire anche a risolvere i problemi più per defezione che per ragione. Torniamo a noi. Hanno capito in molti che per estirpare il cancro devi combattere la muffa e i funghi che lo sostengono: i partiti, con tutto il loro apparato di conniventi alla Mafia, alla Camorra e all’Ndrangheta, oltre alla Corruzione, al Clientelismo, al Nepotismo, all’annullamento dei diritti e della coscienza civile, sono un ostacolo alla Democrazia perché molto semplicemente hanno sostituito il senso della parola Politica con gli interessi di una parte. Molto spesso sentiamo pronunciare la parola Politica, ma in realtà stanno parlando di Partitica. Nulla ha a che fare con la definizione di Partiti, presente della Costituzione, l’interesse del gruppo di amici locali.
Mi riferisco qui a seguire alla mia realtà locale. Non è possibile quindi che, per oltre 10 anni il PD ( il PCI, il DS, il PdS, la Margherita, l’Ulivo e tutti i cazzo di funghetti del bosco ), dalla regione, alle province, fino ai singoli comuni, siano convissuti con la Camorra in HERA, la Mafia in MPS, l’Andrangheta/Mafia/Camorra insieme nelle Cooperative…. senza accorgersi mai di nulla.
Questo solo per fare alcuni esempi sul locale e senza spingersi troppo in là, ma se vogliamo possiamo anche parlare delle frequenze televisive, degli affari di speculazione taciuti in FIAT o Parmalat ad esempio, delle varie scalate alle azioni bancarie, degli affaracci sporchi di Lottomatica e Mondadori…
no-gods,-no-masters!Con tutti quegli ex-presidenti, ex-sindaci ed ex-consiglieri, la masnada di ex-politici, tutti quanti allegramente seduti nei consigli di amministrazione dei “poltronifici” denominati “partecipate”, nelle stanze dei bottoni come nei vari tribunali, lautamente stipendiati per controllare ed amministrare, soprattutto evitare di dover combattere nuovamente ciò che pensavamo di aver sconfitto nell’immediato dopoguerra con la Costituzione… ebbene, questi non è possibile che non potessero sapere chi avevano seduto di fianco. Non è ammissibile che non sapessero di non poter comprare vibratori con i soldi dei fondi consiliari. Impensabile che non sapessero di non poter usare il loro ruolo per trovare lavoro a parenti e amici.
Vogliamo poi parlare di decine di anni di cementificazione selvaggia per favorire il riciclaggio del denaro?
Chi sostiene i partiti, pertanto, non è meno colpevole dei danni che questi hanno provocato in anni di assoluta ininfluenza della Democrazia.

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Detto tutto ciò come premessa utile a capire lo stato attuale della questione Italia e politica, che ho già riassunto in altri post, volevo analizzare il valore della parola “Demos Kratos”, “potere del popolo” e il suo riassunto nel concetto, associato ad una visione molto più ampia dell’intero sistema politico umano. Si parliamo di democrazia globale.

Probabilmente non siete stati su Marte negli ultimi decenni [ lo spero altrimenti sarà un brutto risveglio ], pertanto vi sarete resi conto che la nostra unica scelta recente è stata il panino al McDonald’s [ se siete avvezzi a questo fornitore di cibo ], altrimenti il film da guardare alla sera [ se usate spesso la TV ], oppure quale oggetto/vestito/taglio di capelli comprare o fare [ se così esposto rende meglio l’idea del vostro grande potere decisionale ]. Ecco non c’è molto di più. A livello Politico la nostra possibilità di scelta non è stata molto diversa da quale vestito mettere per andare alle urne.

ultimora20121025Come? Le elezioni! La rappresentanza! No, non ci siamo capiti. Sentito parlare di Porcellum? Ecco. Il sistema di voto attuale viene chiamato così dalla maggior parte dei politici attuali. Quello che lo precedeva si chiamava Mattarellum, quindi lasciamo perdere le elezioni. Noi solitamente non scegliamo tra una rosa di candidati, non eleggiamo direttamente i nostri rappresentanti, non votiamo le idee ed i programmi, ma una simpatia e un senso di appartenenza, un modo un po’ strano per decidere delle nostre sorti. Certo non c’è di meglio, ma non è una scusante. Gli eleggibili sono scelti così democraticamente che vanno addirittura contro le stesse leggi dello stato. Stendiamo un velo pietoso sul rispetto della Costituzione, quella sì democratica.

democraziaInsomma; per il 50% non votiamo; il partito degli astenuti ha ancora la maggioranza in Italia; i nostri [ pochi e scarsi ] referendum sono farraginosi e inconcludenti; la voce del popolo è sottomessa a dei leader ancora più distanti e avulsi dal mondo reale; l’informazione ci porta ad essere il 61º paese al mondo come libertà di notizia e il giornalismo investigativo è una rarità come l’educazione civica nelle scuole; il paese è in una disfatta totale e non c’è nessuna delle parti sociali che riesca a dialogare per mezzo delle strutture poste a tutela, dai sindacati alle associazioni e via così; l’Europa non esiste perché non c’è un parlamento legiferante, o perlomeno, viene lasciata agli stati sia l’accoglimento delle direttive che la povertà lasciata alle spalle delle banche.
GERMANY, Bonn, "Online" - Human miniatures on a computer keyboard.Un panorama desolante. La democrazia è stata venduta al capitalismo? Il comunismo ha fallito?
Ecco il quadro italiano come si complica. Lasciamo i partiti con queste domande mentre noi andiamo a vedere i fatti.
Come siamo messi nella totalità del mondo?

Chi si affaccia oggi alla politica, dopo brevi escursus nei meandri della democrazia, scopre principalmente che il problema è nei popoli che si lasciano andare, ma poi arriva inesorabilmente ad una spiegazione molto più acida, che sta tra il complottismo e l’amara realtà.

Risparmiamoci tutte le discettazioni sul confronto con gli altri paesi e andiamo al sodo.

Le condizioni di vita di questi 7 miliardi di umani devono per forza essere pessime, altrimenti in capo ad una generazione potrebbero diventare 14 miliardi, se la qualità della vita fosse così eccezionale come potrebbe in realtà essere, in 2 generazioni diventeremmo 28 miliardi, questo sarebbe il tracollo delle risorse. Questo pianeta non può sopportarci tutti. Dovremo essere responsabili noi e capire quali strategie adottare, purtroppo non ne siamo stati capaci, per questo esiste il Bildeberg Group, per questo la vita è proporzionalmente difficile rispetto al reddito in tutto il pianeta, per questo esiste una crisi.
democraziaÈ terribile da pensare, ma è molto probabilmente così.

Il problema è che in questa realtà e visione, dal freno alla proliferazione, ci guadagna proprio chi sta facendo questo. La correlazione tra malattie e inquinamento ambientale è provata da migliaia di studi. Il fatto di non collegare le due cose – sanità e ambiente – è voluto. L’ordine per questi bravi salvatori dell’umanità è di non dover replicare a questo tipo di inchieste. «Meglio morire di cancro che di fame», sì, ma paradossalmente non farlo ci porterebbe ad avere una morte peggiore.

Ora immaginiamo una realtà completamente opposta: qualcosa di veramente democratico…

Ricchezza indebita

Una realtà diversa da questa è impossibile

 

Se i patrimoni più ricchi del pianeta, non quelli della lista dei 100 personaggi più ricchi al mondo secondo Forbes, no, invece questi qui detti i “Bilderbergers”: AstorBlackrock, Blackstone GroupDuPontGoldman SachsJPMorganKennedyLi, Rockefeller (1)(2)(3)…, Rothschild, Vaticano e altri di cui è impossibile trovare risorse o fonti per via del loro immenso potere economico e sociale, come ad esempio una delle più antiche famiglie, i Merovingi, ecco, se questi pluri-miliardari, domani, si unissero per formare un unico capitale e decidessero di donare 1 milione di euro per ogni cittadino del pianeta, sia esso povero o meno, sia esso neonato/giovane o vecchio, intelligente o meno, comunque sarebbero alla fine dei conti solo 7.000.000.000.000.000, cioè 7 trilioni o 7 mila bilioni di euro, ossia più o meno esattamente i consistenti fondi delle suddette famiglie e gruppi societari.

 

Tutto questo apparentemente sembrerebbe non spostare nulla dell’economia mondiale. Il totale della moneta circolante nei computer bancari rimarrebbe identico, solo ci sarebbe un po’ più di economia circolante e quindi una ricchezza che a questo punto a nessuno servirebbe, se non agli avidi. Paradosso sfrenato, ora che tutti sono ricchi, non serve più un’economia florida. Anzi, sarebbe controproducente perché svaluterebbe immediatamente ogni singolo prodotto del mercato come conseguenza immediata… ma questa è un’altra storia.

 

Come lo vediamo questo mondo di neo-milionari? Improvvisamente lo stupido si ritroverebbe stupido e ricco. Il ricco semplicemente più ricco. L’intelligente ricco. Il malato, un malato ricco… Nulla di più di quel che si è già. Forse un’euforia immediata colpirebbe i tanti deboli di cuore e un’ondata di gioia percorrerebbe il mondo intero. Non andiamo però troppo avanti o rischiamo di sfociare nella filosofia e nell’economia spicciole. Atteniamoci al reale.

 

Per adesso ipotizziamo un mondo con 7 miliardi di persone ciascuno a detenere il proprio milione. Possiamo così fare la classica domanda di rito: tu cosa ci faresti con un milione?

 

Ognuno si arrabatterebbe alla bene e meglio con risposte dalle più sensate alle più improbabili. Il sogno di una vita.
In realtà pochi, veramente pochi, si farebbero la giusta domanda e relativa risposta.

 

C’è chi vorrebbe investirli per vivere di rendita il resto della vita, magari al 4% netto in modo da ricevere i 40 mila all’anno, chi si comprerebbe la casa dei propri sogni e chi finalmente realizzerebbe proprio il sogno di una vita, dal classico viaggio intorno al mondo o in crociera ai tropici, all’auto di lusso se non addirittura un intero team corse.
Un Tiscali qualunque vorrebbe creare la propria rete telefonica in Sardegna per vivere il resto della vita vendendo servizi, magari penserebbe un domani di vendere la propria attività per ricavarne dieci volte il valore, o quotarla in borsa per scaricare il costo sugli investitori.

 

Se chiedete il sogno di ciascuno potreste ricevere migliaia di sogni diversi, figuriamoci che qui stiamo parlando di 7 miliardi di persone attualmente sul pianeta, con un milione di euro in tasca ciascuno, da subito.

 

Vediamo invece cosa realmente accadrebbe, senza ombra di smentita.

 

Successivamente a questo enorme bonifico accadrebbe l’inspiegabile.

 

I primi giorni, forse un po’ per vedere ciò che succede un po’ per un legittimo adattamento alla nuova situazione, qualcuno tornerebbe al lavoro. Solo per rendersi conto che l’enormità dell’universo umano ha qualcosa dell’incredibile e in realtà non esiste umanità. Siamo molto simili, troppo simili.

 

I lavori più umili e impegnativi verrebbero abbandonati immediatamente. Per fare un esempio, i metalmeccanici, i muratori, gli infermieri, i macellai e tutta la pletora di lavori notoriamente “difficili e faticosi” verrebbero maggiormente disertati, ma per costoro che lasciano il lavoro sarebbe molto difficile andare in vacanza, comprare un auto o fare un viaggio intorno al mondo.

 

Come fai ad andare a ritirare i soldi in banca, eseguire un bonifico o pagare con la carta di credito se alla centrale elettrica e telefonica non c’è quasi più nessuno a fare manutenzione? La responsabilità umana in questo caso si rivelerebbe in tutto il suo splendore. Chiunque rimanga al lavoro immediatamente farebbe richiesta di riduzione dell’orario, gli altri darebbero le proprie dimissioni.

 

Chi si occuperebbe di estrarre gas e petrolio dai fondali oceanici o dai deserti con 1 milione di euro in tasca?

 

Ecco perciò che il futuro dell’umanità verrebbe immediatamente incrinato. L’ondata di felicità che, al “grande bonifico”, fece il giro del mondo, ora si tramuta in un’ondata di tristezza. Ognuno di noi sarebbe obbligato a rimanere al suo posto di lavoro…

 

Ecco quindi che cosa è la democrazia. Deve essere una responsabilità sociale innanzitutto, quindi rispetto del civismo ossia della comunità, desiderio di sentirsi utili per se e per il futuro dell’umanità. Forse siamo troppi per capirlo ora, ma io personalmente aspiro ad un futuro dove il desiderio di ciascuno di noi non sia di diventare ricchi e nemmeno famosi, ma utili e produttivi.

 

Un pensiero su “Democrazia?

  1. Sei impressionante. Adesso lo salvo e lo farò leggere ai miei figli.
    Non so se hai ragione o no, però io ci credo.

    “Ecco quindi che cosa è la democrazia. Deve essere una responsabilità sociale innanzitutto, quindi rispetto del civismo
    ossia della comunità, desiderio di sentirsi utili per se e per il futuro dell’umanità. Forse siamo troppi per capirlo ora,
    ma io personalmente aspiro ad un futuro dove il desiderio di ciascuno di noi non sia di diventare ricchi e nemmeno
    famosi, ma utili e produttivi.” (cit. Stefano Monti)

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