Universo: Scienza e Religione

Sulla Scienza, su Dio e sull’Universo hanno scritto migliaia di autori.

Basta entrare in una libreria e cercare con queste parole chiave congiunte per trovare centinaia di testi contemporanei. Così in una biblioteca avremo migliaia di riferimenti bibliografici. Mi chiedo il perché di tutti questi tentativi di unione di Filosofia, Religione e Scienza. Ognuno di questi autori ha cercato di coniugare a modo suo l’infinito con le leggi fisiche e una qualche ombra di divinità.
Ci sono spunti interessanti. Mario Livio ci racconta che “Se Dio esistesse sarebbe un matematico”. “La Nascita della Mente” di Gary Marcus menziona Dio come riferimento possibile.
Questi sono solo alcuni esempi tra le migliaia di coniugazioni esistenti tra Dio, la fisica dell’Universo e la Scienza. Se a questo aggiungiamo la Specola Vaticana e il Vatican Observatory, si chiude un cerchio intorno ad un tentativo di unificazione utile ad avvicinare Dio alla Scienza e viceversa. Per questi motivi ho preso spunto anche io per scriverne, con una analisi completamente diversa.

Quanto è utile cercare di unire questi diversissimi punti di vista?

A parer mio questa assimilazione è vantaggiosa quanto può essere utile un singolo granello ad una montagna. Attenzione. Non sto paragonando la Scienza o la Religione né al granello né alla montagna. Seppure la montagna è composta di tanti granelli, così un’idea può essere composta di tanti libri. Poi un giorno arriva il Sig. Nessuno, butta a mare tutti quei libri e dice che il Sole gira intorno alla Terra e scoppia un putiferio. Nelle questioni di Scienza bisogna essere scevri di pregiudizi e preconcetti, cosa già difficile agli scienziati, proprio come ci insegnava Galileo Galilei. Pertanto prendo spunto da ciò per dire la mia sul cuore della Scienza, ciò che sfugge a noi comuni mortali impegnati alla sopravvivenza quotidiana: parlerò quindi delle costanti fisiche universali che, se fossero anche solo leggermente diverse l’Universo così come lo conosciamo non esisterebbe e, soprattutto, per cercare di allontanare questo bisogno di coniugare due opposti così ininfluenti l’uno all’altro.

Disclaimer: tutto ciò che segue è Scienza, mista a mie personalissime opinioni.

Da quando ho iniziato questo blog ho cercato di analizzare diversi punti di vista, sull’Etica, sulla Scienza e sulla Filosofia. Solo recentemente ho incontrato la Religione, ma la vedo più come un ostacolo ad un libero pensiero slegato dal concetto di entità.
Da qualche anno stavo pensando di scriverne, ma il timore di offendere il credo è sempre stato più forte, solo quest’anno ci sono riuscito.

Dissonanze Teologico-Scientifiche

Se anche volessimo considerare l’Universo come un organismo – il Dio – e la realtà che ci circonda come parte del suo corpo, cadrebbe comunque ogni assimilazione. La Bibbia, i Vangeli, il Corano e qualunque altro testo di racconti religiosi, non legherebbe più all’idea stessa di ciò che è rappresentato dalla Scienza.
Quindi, non vedo il motivo di parlare nello stesso momento di due binari che non solo non si incontrano mai, ma anzi vanno in direzioni opposte.

Il fondamentalismo deve essere estraniato dalla Scienza

Tra persone che non credono ancora sia mai avvenuto l’allunaggio, tra chi ride ad argomenti di Scienza e invece pretende che non si scherzi sui concetti del Terrapiattismo, del Sciikimikismo, ecc.. Ho sentito tunisini bestemmiare e arrabbiarsi al mio: “ehi! scusa, ma perché non usi un bel Porco Allah?!”. Niente, nessun argomento supera quello del fondamentalista. Men che meno se religioso.
Colui che non vuol sentire ragioni al di fuori della sua è un fondamentalista, ha una religione. Ognuno si sceglie la sua. La vignetta sottostante ne esemplifica un tipo molto diffuso in Italia.

Fondamentalismo politico: nell'universo politico scopriamo molti fondamentalisti, annidati in ogni fazione.
Fondamentalismo politico: nell’universo politico scopriamo molti fondamentalisti, annidati in ogni fazione.

Spero presto si riescano a trovare le prove di vita intelligente basate su qualcosa di diverso dal carbonio o dall’acqua, magari sempre dall’ossigeno e dall’idrogeno ricavati ad esempio dal metano e altri elementi, così da concludere questa diatriba del “tutto creato in funzione della vita e dell’uomo”.

Le Costanti Fisiche Universali:

Prima di tutto, un po’ di background (semplificato e quindi impreciso).

Frattale Universo
Frattale Universo

 

Gli scienziati cercano di descrivere l’Universo formulando assunti, ipotesi e teorie sotto forma di leggi universali, con l’obiettivo di raggiungere una conoscenza della realtà nel modo il più oggettivo possibile.
Le teorie, da Galileo in poi, devono passare al vaglio degli esperimenti per essere considerate efficaci e per essere accettate dalla comunità scientifica.

Spesso i fisici, usando il metodo sperimentale, rilevano l’esistenza di certe proporzioni e certi rapporti costanti che vengono inseriti nelle leggi e vengono considerati delle costanti fisiche fondamentali, il cui valore viene accettato come tale.

Un esempio lontano può essere l’antichissima Proporzione Divina, o Numero Aureo, o Proporzione Aurea, o Sezione Aurea, diversi modi per chiamare lo stesso numero: 1,6180339887.
Tale numero è il rapporto di proporzione frutto della Successione di Fibonacci: 0, 1, 1, 2, 3, 5, 8, 13, 21, 34, 55, 89, 144, 233, 377, dove ogni numero della successione si ottiene prendendo la somma dei due che lo precedono. Che cosa ha di particolare la Sezione Aurea? Niente, a parte trovarsi in ogni angolo del creato. Il video qui sotto ne mostra un’esemplificazione.

Perché quelle costanti hanno proprio quel valore?

Se le costanti fisiche avessero valori anche minimamente diversi l’Universo sarebbe molto diverso da come lo osserviamo. Per esempio, un piccolo cambiamento di pochi punti percentuali nel valore che regola la forza elettromagnetica negli atomi (la cosiddetta costante di struttura fine), farebbe cambiare i rapporti tra le forze repulsive e attrattive tra le particelle elementari con conseguenze sulla costituzione della materia e l’attività delle stelle, risultato? Il Sole non esisterebbe.

Altri esempi?

– se la forza nucleare “forte” avesse un valore diverso del 4% rispetto a quello che c’è in natura, non esisterebbe la vita così come la conosciamo (quella basata sul Carbonio). Ad esempio il Sole non riuscirebbe a fondere gli atomi ad una data temperatura, per creare carbonio, così alla fine della sua vita non lo espellerebbe e non ci sarebbero pianeti proprio perché non esisterebbero i composti per crearli.
– se i protoni fossero dello 0,2% più pesanti decadrebbero in neutroni rendendo instabili gli atomi.
– se l’espansione dell’Universo nei primi istanti dopo il Big Bang fosse stata maggiore di quella che è avvenuta, non ci sarebbero le stelle, se fosse stata minore, l’Universo sarebbe collassato.

Questo video mostra le “grandezze” di cui stiamo parlando, basate su minuscole forze e costanti. Scorrendo queste masse viene immediata la domanda: e quanto dovrebbe essere grande un dio per gestire tutta questa potenza della natura?

E arriviamo quindi al punto in questione:
L’Universo è stato creato con questi precisi rapporti costanti per permettere la vita e più precisamente l’esistenza umana?
I credenti in qualche religione qui si affrettano a rispondere entusiasti: SÍ, è stato Dio!
L’ateo invece come risponde?: La domanda è molto semplice ma dare una risposta è estremamente complesso.

Ripeto il problema: tra gli innumerevoli valori che avrebbero potuto avere certe costanti (pensiamo alla costante di Planck, alla costante cosmologica, per esempio…) perché si è verificato proprio il rapporto “giusto” che permette la vita? Sembrerebbe proprio che la natura sia parte di un disegno intelligente realizzato da qualcuno/qualcosa al di fuori di noi: Dio.

In realtà la semplicistica (e decisamente egocentrica) risposta dei credenti che ritengono che l’Universo sia stato perfezionato apposta per noi, per permettere la vita della specie umana, confonde la causa con gli effetti.
Affermare che l’Universo sia stato creato per permettere l’esistenza dell’uomo è equivalente a pensare che le dita della mano siano state create per pigiare la tastiera più comodamente… è come pensare che il vento esiste per permettere agli uccelli di volare!

Evidentemente come gli uccelli si sono adattati all’Universo e non viceversa, noi esistiamo e siamo quello che siamo perché l’Universo è fatto in questo modo! La vita si è adattata alla fisica dell’Universo, non il contrario! Ma questa visione contrasterebbe con il “…a sua immagine e somiglianza…” del Divino, quindi il credente la rifugge a priori, mettendo di nuovo al centro dell’universo la Terra e più specificatamente l’Umano. Una forma di egoismo che la Scienza non può accettare.

Tra l’altro, se le costanti fossero diverse da quelle attuali, noi non saremmo qui a chiederci il perché, o forse sì ma in forme che non riusciamo nemmeno ad immaginarci: il nostro cervello si è adattato a questo Universo e facciamo una gran fatica a pensare fuori dagli schemi delle tre dimensioni e della vita basata sul carbonio in cui siamo stati gettati.

Quest’ultima frase riassume proprio una spiegazione che molti si danno alla fatidica domanda iniziale… cioè: Noi esistiamo quindi l’Universo è per forza fatto in questo modo, altrimenti non saremmo qui a parlarne.

Questo è quello che viene chiamato principio antropico, che però è più una tautologia che una spiegazione e lascia aperti molti dubbi… perché diavolo l’Universo è fatto in questo modo? Le probabilità che sia proprio quello in cui viviamo sono MINIME! Insomma la domanda rimane.

multiversi, infiniti universi, ogni Universo con la sua serie di leggi fisiche
multiversi, infiniti universi, ogni Universo con la sua serie di leggi fisiche

Esistono infiniti universi?

Molti scienziati negli ultimi decenni hanno trovato un’altra strada, la teoria del multiverso, una teoria che afferma l’esistenza di infiniti universi ognuno dei quali ha diversi valori delle costanti universali. È facile immaginare che tra infiniti universi sicuramente ce n’è uno come quello in cui viviamo e il problema delle costanti svanisce.

Problema risolto quindi? Onestamente no.

Credere nella teoria del multiverso al momento è una fede più che una Scienza. Non ci sono prove a sostegno degli infiniti universi, e difficilmente ce ne saranno mai: è una buona idea da investigare ma al momento è tutt’altro che una soluzione definitiva al dilemma delle costanti universali.

Dio dei vuoti

Il problema è proprio questo: al momento non ci sono risposte definitive. La Scienza non conosce TUTTO, anzi… ha moltissimi dubbi e incertezze a cui di volta in volta cerca una soluzione, con tutti i limiti della condizione umana che ha una limitatissima visione d’insieme dell’Universo, limitata sia nel tempo che nello spazio.

Questa debolezza della Scienza, che non può (e non vuole) dare risposte a tutto, è proprio la forza della religione, che da sempre fonda la sua forza sull’ignoranza dell’uomo verso i misteri della vita e della natura, oltre che sulla nostra irrefrenabile voglia di dare un senso alle poche decine di anni che passiamo in questo Universo.

Nonostante il cosiddetto God-of-the-gaps, il Dio che va a coprire i vuoti nella conoscenza scientifica, sia ormai costretto in un angolo dal vorticoso incedere della Scienza, si riesce comunque a trovare uno spazio di ignoranza in cui la religione si possa inserire per dare quelle risposte che la Scienza non ha ancora dato (e forse mai riuscirà a dare).

Le incognite del mondo quantistico e la mancanza di una teoria del tutto che riesca a spiegare le costanti universali e i nanosecondi iniziali del nostro Universo sono un lampante esempio di dove la religione si debba rifugiare nel XXI secolo per trovare un fondamento alla sua esistenza.

L’Universo è nato col Big Bang? Certo, è stato Dio a dare il via alle danze!
Non è chiaro come queste costanti siano proprio quelle adatte alla vita umana? Ma come, è stato Dio a selezionarle accuratamente per noi!

Alcune ipotesi

Torniamo alla Scienza e alla ipotesi di soluzione dell’enigma. Oltre al sopra citato principio antropico e alla teoria del multiverso, ci sono altri interessanti spunti su cui riflettere.- Pensare che le costanti universali debbano per forza essere quelle del nostro Universo perché una qualsiasi forma di vita possa esistere, è probabilmente solo indice di mancanza di immaginazione. Davvero vogliamo limitarci a pensare che la vita debba basarsi per forza sul carbonio e l’acqua come la nostra? In realtà esistono molte altre teorie alternative!

– Nella storia della Scienza quasi tutte le costanti adimensionali sono state ad un certo punto eliminate grazie ad un ampliamento della teoria in cui apparivano. Può essere che l’incompletezza del nostro sistema teorico attuale sia una delle cause di questo proliferare di costanti dai valori arbitrari. Queste costanti quindi si potrebbero ridurre ad una sola, la cui probabilità di avere proprio il valore misurato potrebbe essere piuttosto alta: l’Universo è così perché non poteva andare diversamente!

– Ciò che oggi appare un’incredibile coincidenza potrebbe essere il risultato di una legge fisica più generale, al momento ancora non conosciuta, dalla quale le condizioni antropiche discenderebbero come conseguenze fisiche.

Insomma, l’ateo forse non conoscerà la risposta definitiva alla domanda sul perché esistiamo ma sa per certo che non è sicuramente quella più banale ma illogica “è stato Dio a progettare l’Universo a nostro uso e consumo”.

Quindi forse non sapremo mai perché l’Universo sia nato né perché è nato così… ma cerchiamo di scoprirlo!
Cosa ben diversa da ciò che stanno tentando di fare le religioni da millenni, ossia avere una risposta per tutto e placare le menti da domande troppo scomode.
Un sunto perfetto a tutto ciò possono esserlo queste citazioni, la differenza di base tra religione e Scienza;
– « La religione ha una risposta per tutto, io per natura devo fare domande »
– « Io sono una domanda per il mondo e devo fornire la mia risposta »
– « Quando ti poni tante domande è filosofia, quando cerchi tante soluzioni è scienza, quando hai una risposta per tutto è religione. »
– « Ogni uomo è pienamente convinto dell’esistenza della Verità, altrimenti non farebbe alcuna domanda. »
– « È più facile giudicare l’ingegno di un uomo dalle sue domande che non dalle sue risposte. »
– « Potete giudicare quanto intelligente è un uomo dalle sue risposte. Potete giudicare quanto è saggio dalle sue domande. »
– « Ho smesso da un pezzo di pormi la domanda se è stato Dio a creare l’uomo o l’uomo a creare Dio. »
– « Con la fede, non ci sono domande; senza fede, non ci sono risposte. »
– « Se alzi la mano e fai una domanda, sei sciocco per cinque minuti. Ma se non alzi la mano e non chiedi, sei sciocco tutta la vita. »
– « Il Punto Interrogativo è il simbolo del Bene, così come quello Esclamativo è il simbolo del Male. Quando sulla strada vi imbattete nei Punti Interrogativi, nei sacerdoti del Dubbio positivo, allora andate sicuro che sono tutte brave persone, quasi sempre tolleranti, disponibili e democratiche. Quando invece incontrate i Punti Esclamativi, i paladini delle Grandi Certezze, i puri dalla Fede incrollabile, allora mettevi paura perché la Fede molto spesso si trasforma in violenza. »
– « Per le scienze naturali sarebbe grave se si perdessero le risposte, per la filosofia se si dimenticassero le domande. »
– « Lo scienziato non è l’uomo che fornisce le vere risposte; è quello che pone le vere domande. »
– « Le risposte sono sempre limitate, provvisorie, insoddisfacenti. Le domande invece sono il vero motore dell’attività mentale: un uomo che non si pone domande, o che si contenta delle risposte, non va molto lontano. »
– « Io sono una domanda per il mondo e devo fornire la mia risposta, altrimenti mi ridurrò alla risposta che mi darà il mondo. »
– « La stupidità del grande deriva dall’avere una risposta per ogni cosa. La saggezza del bambino deriva dall’avere una domanda per ogni cosa. »

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