Teo il cattivista d’Africa

Notizie recenti: governa la magistratura in Italia. Spesso deve intervenire il Presidente della Repubblica o la magistratura, perché Teo fa arrestare o sequestrare i migranti.

Comunque. Io qui ci aggiungo qualche esempio, frutto di riflessioni e storia. Una ricerca con ‘Googol’ potrebbe comunque risolvere ogni dubbio.

Il TANTALIO

In Africa c’è il Coltan, ossia Columbite e Tantalio. Quest’ultimo composto è assolutamente necessario per la nostra tecnologia.
Purtroppo, a furia di concessioni e sfruttamento, sta decimando alcuni paesi dell’africa.
Viene usato nei modi più disparati, dalle radioline, agli auricolari, nelle centraline delle caldaie e degli allarmi di auto e moto. Così lo trovi dentro orologi, cellulari, computer, eccetera.

LE MINIERE

Tutti hanno bisogno del Tantalio, ma si compra a 200 dollari il chilo… in Europa ed in Asia, mentre in Africa si compra per 3 dollari il chilo sfruttando 100 persone al giorno in miniera per estrarlo a quella cifra. Persone che a malapena mangiano e rischiano la vita. Perché la miniera è tossica per loro e per il loro territorio.
Le concessioni minerarie per estrarre carburanti, [oppure oro, incenso e mirra], pietre preziose, minerali di ogni genere dall’Africa, hanno prodotto solo negli ultimi 100 anni qualcosa come la sparizione di 1.500 villaggi. Il conto è approssimativo, li esistono uffici dell’anagrafe molto lassisti.

I CAMPI LAVORO

Nelle miniere poi ci sono anche i campi lavoro, aree limitrofe in cui si tengono gli attrezzi e ci sono delle casupole o dei giacigli rimediati. Qui si vive, si mangia, si dorme. Ci sono anche delle BAMBINE che si prostituiscono, intendiamoci, non volontariamente. Semplicemente sono scappate dai villaggi che hanno usurpato per scavare la miniera, dopo che hanno ucciso i loro genitori, nonni, amici, sorelle. I loro fratelli magari scavano.
Queste “prostitute in miniatura”, fanno anche 10 figli e poi a 30/40 anni crepano di stenti.

L’IGNORANZA, LA RELIGIONE E LA PAURA

Nessuno sa che magari a 80 km da lì sarebbero in salvo, oppure che ciò che sta succedendo è immorale. Quello è il loro territorio da millenni. Magari pensano che un giorno passerà.
Ci sono migliaia di anni di cultura, religione e altri sfruttamenti che si sono succeduti con cui combattere. In Africa questo è normale.

Il bello è che ciò lo sto scrivendo da un cellulare. Capitemi quindi, sono il primo colpevole e complice, ma devo scriverlo ugualmente.

Teo ignora queste cose, lui sa solo che l’Africa produce diamanti e sa che deve tenere alto lo sdegno dei suoi elettori. Io penso.

ABBANDONIAMO LE MINIERE E TORNIAMO IN ITALIA

Cambiamo discorso. Parliamo di armi. Il 90% degli armamenti è composto da materiali provenienti dall’Africa. Armi che poi rivendiamo loro tramite la produzione di Finmeccanica e l’impegno militare italiano. Ne siamo fieri? No. Semplicemente non lo sappiamo. Non sappiamo neppure che lo IOR [Banca Vaticana] investe in queste compagnie ed aziende.
Ah, non dimentichiamo, Finmeccanica è uno dei maggiori fornitori di armi per India, Africa e paesi del nord est europeo.

LA VERGOGNA

Dovremmo vergognarci di questo e di tanto altro prima di additare questi migranti, ma non lo facciamo perché non sappiamo neppure cosa comporti fare un pieno nella nostra utilitaria in termini di costo umano e inquinamento. Sappiamo solo che spendiamo più di un euroesessanta, ma ne vale la pena perché ci sentiamo come quei cretini nella pubblicità che viaggiano liberi nelle strade vuote del centro storico.
Compriamo auto che neppure sappiamo più costruire, ma vabbé.

PANZANE O ANALFABETI?

Del resto sono anni che ci raccontano panzane e noi ci accontentiamo di questo, senza approfondire.
Analfabetismo funzionale, ma anche menefreghismo, superficialità, ignoranza, noia mentale… siamo complici di un sistema perché è anche l’unico visibile, seppure siamo dotati di intelligenza e libero arbitrio ci muoviamo tutti sulla base di ciò che ci viene mostrato in TV. Non negare! Prova ad immaginare un futuro diverso e ti troverai immediatamente solo.

COSA POSSIAMO CAMBIARE

Servirebbe un’iniezione di “spirito sociale”, ma non so per certo se ne siamo già immuni. Del resto ci vediamo per strada ma non ci salutiamo, tanto siamo impegnati a guidare quel mezzo meccanico da 2/3 tonnellate con 5/6 posti, per portare solo noi.
Tra 20 anni potrebbe essere peggio, e sarà colpa della nostra generazione, oppure meglio, merito di tutti. Speriamo l’ultima ipotesi.

Vedremo.

Per il momento assisto sbigottito a questa deriva lontana anni luce dal buon senso e dalla civiltà.
Siamo una comunità di incivili.
Merde.
Vedremo tra 20 anni, ma già oggi, peggio di così, neppure nelle carceri più lorde sanno essere così crudeli come ho letto in certi post ignoranti, dei “cattivisti” contro i “buonisti”.
Ma andate a fa.. .. ….

PS Sto rimuovendo l’amicizia da tutti quei cretini che inveiscono contro “le risorse”. Vi prego di aiutarmi in questo. Se vedete che questo post non vi piace, andatevene da soli, grazie.

 

Schifezze pseudo gentiste camuffate da corretto razzismo:

 

Ciao Teo.
Adesso attento, siediti, ascolta bene.

1 – In Yemen c’è una guerra che dura dal 2015.
Una guerra che, innestandosi all’interno del contesto di una carestia devastante, ha prodotto più morti e più sfollati della guerra in Siria.
Ad oggi, circa due terzi degli yemeniti non hanno accesso all’acqua potabile e 15 milioni sono a rischio di morte per malattie o denutrizione.

2 – In Sudan, c’è stata la guerra nel Darfur, che ha portato l’attuale dittatore, al Bashir, ad attuare uno sterminio di massa, un genocidio su base etno/religiosa.
Al Bashir, su cui pende un mandato della Corte Internazionale per crimini contro l’umanità.
In Sudan, le violazioni dei diritti umani sono all’ordine del giorno, le libertà di associazione e di espressione fortemente limitate e l’opposizione viene messa a tacere col carcere e la pena di morte.
E nel Darfur, dove teoricamente la guerra sarebbe terminata, si continua tutt’ora a combattere e a morire ogni giorno.

3 – A meno che tu non ti riferissi al Sud Sudan, dove una sanguinosa guerra civile ha prodotto, finora, decine di migliaia di morti

4 – In Palestina, si è in guerra da sempre.
Un amico di Gaza, un giorno, mi disse di aver perso il fratello a causa di un missile che aveva colpito e abbattuto per sbaglio la sua abitazione.
Io gli dissi che mi dispiaceva molto, lui mi rispose che, da loro, è normale.
Che tutti hanno perso almeno un fratello, una sorella, un figlio, a causa delle bombe o dei missili.

5 – In Libia, si continua a combattere un po’ dappertutto.
Principalmente il conflitto riguarda il governo di Tobruk e quello di Tripoli (che sosteniamo noi, visto che si occupa di incarcerare i migranti).
Poi, ovviamente, c’è l’Isis, l’Esercito Nazionale Libico (alleato del governo di Tobruk) e un numero imprecisato di milizie autonome che, ogni giorno, combattono e si uccidono tra di loro.
Probabilmente non te ne sei accorto, quando sei passato di lì.

6 – Nel Pakistan nord occidentale si combatte ancora oggi una guerra civile iniziata nel 2004, la guerra del Waziristan, tra lo Stato centrale e un gran numero di gruppi armati locali, tra i quali Al Qaeda.
Nel Kashmir, conteso tra India e Pakistan, gli attacchi armati da un lato e dall’altro della linea di controllo sono all’ordine del giorno.
In tutto il paese, le limitazioni della libertà di espressione e la repressione di chi si batte per i diritti umani sono la norma.
Molti attivisti, semplicemente, spariscono.

7 – Nel Ciad, oltre ad una situazione economica disastrosa (è il quarto paese più povero al mondo), c’è un conflitto etnico interno tra le diverse tribù locali che va avanti da anni.
In più, c’è Boko Haram al sud e l’Isis al confine con la Libia.
Non male, eh?

8 – In Egitto, Al Sisi ha instaurato una dittatura nei fatti molto simile a quella di Mubarak.
Dal 2013 al 2017 sono state imprigionate circa 60.000 persone fra dissidenti, oppositori e presunti terroristi.
Amnesty International ha denunciato l’uso quotidiano di pratiche di tortura nelle carceri egiziane.

Restano fuori Marocco, Bangladesh, Algeria, Nepal e Ghana.
Per loro dovrebbe valere la stessa libertà che vale per i nostri compatrioti, quando vanno all’estero per cercare lavoro (tuttora oltre 250.000 nostri connazionali partono ogni anno).
Solo che i nostri, quando partono, diventano magicamente “cervelli in fuga”, loro, invece, sono solo “clandestini” o “invasori”.

Studia l’Africa Teo, prima di scrivere idiozie su Facebook.
Sei un ignorante, il primo cattivista del gruppo di cervelli che non fanno il chilo.

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