lonely planet

Per ora, con la tutta la nostra tecnologia, siamo riusciti a riprendere tante immagini dallo spazio, una serie di queste ritrae la Terra da varie posizioni ed angolazioni.
Questa qui di fianco è una di queste, quella fatta da più lontano nello spettro visibile. Se la guardiamo bene riusciamo a scorgerci un puntino.
Questo qui, lo vedete?
Questa è la nostra Casa.
Sarebbero solo pochi micron ( millesimi di millimetro ), rispetto alla grandezza della nostra Galassia se fosse misurata in miliardi di chilometri, perché la terra è un milione di volte più piccola del nostro Sole, che a sua volta è un piccolo granello di polvere nella nostra Galassia. In realtà la grandezza della Galassia è misurata in anni luce ( anni che servirebbero a percorrerla se si viaggiasse alla velocità della luce [ circa 300.000 km/secondo ] ), quindi siamo in effetti un’inezia se rapportati al nostro contenitore. Quasi un nulla. Quindi tutto il nostro fare non sposterà di un solo punto tutto quello che è e che sarà per i prossimi futuri il tempo e lo spazio.

Confusi? Non è ancora niente, continua a leggere.

Eccola qui sotto la nostra Galassia ( si più o meno dai, anche perché nessuno riuscirebbe mai a fotografarla da questa distanza per altri 16 milioni di anni ):


L’immagine qui sopra è cliccabile e porta ad una esplorazione dettagliata della Galassia. Prova a vedere la posizione del Sole e quella della stella più vicina, Sirio.

Ora, questa galassia è uno dei tanti puntini rispetto a quest’altra immagine:

Che a sua volta è uno spazio infinitesimale rispetto all’enormità dell’universo…

OK, fermiamoci qui.
Torniamo indietro al nostro pianetino, la nostra amata Terra, con questa considerazione di Carl Sagan:

Questo pianeta siamo noi, è su di esso che ogni essere umano che sia mai vissuto, chiunque voi abbiate anche solo sentito nominare, ha vissuto la sua vita.
L’insieme di tutte le nostre gioie e delle nostre sofferenze, migliaia di presuntuose religioni, ideologie e dottrine economiche, ogni cacciatore e ogni preda, ogni eroe e codardo, ogni creatore e distruttore di civiltà, ogni re e contadino, ogni coppia di innamorati, ogni bambino speranzoso, ogni madre e padre, ogni inventore ed esploratore, ogni maestro di pensiero, ogni politico corrotto, ogni superstar, ogni leader supremo, ogni santo o peccatore nella storia della nostra specie…
Tutti sono vissuti su questo granello di polvere, sospeso in un raggio di Sole.
Pensate ai fiumi di sangue versati da tutti quei generali, da tutti gli imperatori che nella gloria e nel trionfo non sono diventati che gli effimeri padroni di una minuscola parte di quel puntino.
Pensate alle crudeltà infinite perpetrate dagli abitanti di remote regioni del puntino su abitanti di altre regioni, su quel puntino nemmeno distinguibili.
Quanto frequenti i loro malintesi, quanta bramosia di uccidere “altri”, quanto fervente il loro odio.

Il nostro atteggiamento, la nostra presunta importanza, l’illusione di occupare una qualche posizione di privilegio nell’Universo… tutto questo si perde e svanisce nella contemplazione di quel puntino di luce fioca.
Ecco, il nostro pianeta è solo uno sperso puntino nel grande inviluppo del buio cosmico, dalla cui indifferente vastità niente potrà mi arrivare a portarci aiuto nella soluzione dei nostri problemi.
E’ stato detto che, per questo, apprendere l’astronomia rappresenti per l’uomo un’esperienza umiliante.
Ma io aggiungo che è un’esperienza che forma il carattere, e che non esiste migliore dimostrazione dell’assurdità dell’orgoglio umano di questa lontana immagine del nostro piccolo mondo.
Essa sottolinea la nostra responsabilità nell’occuparci più benevolmente e pietosamente degli altri, e nel preservare con molta cura quel puntino di pallida luce azzurra, la sola dimora che abbiamo mai conosciuto.

Carl Sagan

— aggiunta del 21 dicembre 2009

L’Astronoma Alessandra Aloisi, dell’European Space Agency/Space Telescope Science Institute, ci regala questo scorcio di universo lontano 59 milioni di anni luce, fotografia ad alta risoluzione scattata dal telescopio spaziale Hubble che rappresenta una delle più giovani galassie conosciute Zwicky 18.

Sapendo che nella nostra galassia ci sono 200 miliardi di stelle, che questo angolo di cielo è di soli 0,02 gradi, equivalente ad un area piana di 60 milioni di anni luce, che in questo tunnel di spazio appaiono solo nel visibile 400 milioni di galassie… ebbene, forse almeno 80.000.000.000.000.000.000 di stelle ci aspettano là fuori, in un buchetto di cielo largo come quello risultante dal mio indice chiuso e ripiegato.
Non posso fare altro che pensare a questo: la probabilità che un’altra forma di vita si sia formata in questo millimetro quadrato di cielo è pari al 100% e intorno alla mia visuale ho tantissimi altri millimetri quadrati.

Per finire un video del rapporto di dimensioni tra pianeti e stelle conosciute, goditelo.

 

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