l’amore

Leggendo e analizzando scopro tante cose sull’amore umano, umano sì, perché a differenza della scienza e della teologia a me viene il forte dubbio che anche il resto della vita sulla terra possa provare qualche forte forma d’amore.

Comunque qui, in questa mia valutazione, mi riferisco al solo amore umano, ne valuto uno solo e nel dettaglio il suo vero valore, il nucleo dell’amore, non mi soffermo all’amore familiare, verso i componenti di un gruppo, quello per i propri figli, i parenti o l’amore per gli amici. Non parlo dedicandomi dell’amore per se stessi, dell’amore romantico, dell’amore sessuale, dell’amore per un ideale, dell’amore politico, sociale o di fede, neppure del meraviglioso amore platonico. Contemplo senza esclusioni l’amore, ma non includo un amore specifico o determinabile, non mi riferisco a niente o nessuno, nessun luogo, nessun tempo, nessun riferimento, solo amore. Parlo solo dell’unico amore, quello vero, la spinta alla vita che guida ognuno di noi e la sua massima aspirazione, quello che comprende amori e valori sopra specificati.
Premesso tutto ciò per dovuta chiarezza, passo ad un mio esame sull’amore, che non vuole essere determinazione di qualche cosa di estraneo e neppure un gioco sulle parti. Non è un’analisi spettrografica fredda e insensibile, ma uno scavo in me stesso per conoscere l’amore, quell’amore in cui credo fermamente e di cui sono certo tutti abbiamo bisogno. Non sono neppure qui a illustrare cosa sia veramente tutto questo al resto del mondo, non è mia intenzione insegnare la vita ad alcuno, spero vivamente che finita la lettura saremo comunque ognuno con la sua idea, perché per favorire l’amore è importante che ognuno di noi sia diverso. Questa quindi è la mia personale visione dell’amore, senza pretese e senza verità nascoste, quanto di più intimo possa pensare. Io volevo con questo vivermi meglio 😉 Credo che almeno una volta nella vita ci si debba porre qualche domanda, quindi darsi delle risposte in merito e penso che conoscendole possa io vivere meglio.
Questo perché penso sia indispensabile esserne dotati, tutti lo siamo dell’amore, ma esserne dotati non significa averlo bensì averne. Piccola differenza di pensiero che si spiega con il resto…

Scopro la certezza, che l’essere umano è poligamo nei fatti, ma monogamo nei sentimenti, può provare amore nella contemporaneità per una sola persona, cosa o ideale.
L’amore è un sentimento fortemente intenso, diviene esclusivo e totalizzante come un’esplosione che occupa tutti i sensi, rivolto verso un solo essere, un oggetto, un concetto, un’idea.
Qui tutti potranno disquisire, rispetto l’opinione, infatti appare opinabile, ma basta una prova e una sola, toglietegli quell’amore e dell’altro non sapranno che farsene. In tanti anni mi è capitato più volte di conoscere in tristezza o in gioia questo aspetto nell’essere umano, l’amore è unico e indivisibile. Egli pensa di amare tanto e tutto ciò che ama, in realtà ama solo una cosa veramente.
L’amore è struggimento, comunione, affetto, passione anche fisica.
Il vero amore può essere romantico ( platonico ) o di intensa passione ( fisico ), ma muta in funzione dello stato psichico e fisico di noi stessi. Quindi l’amore è variabile e non costante, si prova amore o lo si è provato, di più o di meno, in ogni caso c’è, c’era e si proverà ancora amore.
In amore si è sempre, generalizzando è così, noi l’amore lo portiamo dentro.
Certo è che uno solo di questi è quello vero, l’unico… il nostro apice. Quello, quello lì, questo di cui vorrei descrivere, che vorrei catturare anche solo per un attimo, seppure impossibile.
Una punta difficile da individuare: come fai a capire che sei stato più in alto quella volta sull’Everest oppure sul K2?
È impossibile da determinare, ma non è neanche importante, infatti molti condividono questa affermazione, sia che si tratti del K2 che dell’Everest: io c’ero e questo conta. Però sarebbe bello, e molto anche, poterlo toccare e veder crescere prima che appaia in tutta la sua interezza, invece di esserne accecati e coinvolti a tal punto da non vedersi teneri e innamorati. Capita di sfuggire a se stessi, ecco, basterebbe quell’attimo di lucidità per capire, ma quell’attimo sarebbe fatale per l’amore. Non vi è significato nel rendersi conto di amare e al contrario sarebbe indice di esternazione tale da far pensare che non sia realmente amore.
Quindi nulla di fatto, impossibile vedersi amare.

Ebbene, cosa è in realtà questo forte sentimento? cosa include, esclude, somatizza ed esteriorizza l’amore? Non è necessario per noi in realtà farne un’analisi, basterebbe lui in quanto tale, ma è talmente profondo e potente che come ho scritto «lui» poche parole fa, nessuno si è mai indignato a sentirlo chiamare così.
Sì, gli si può dare un’identità per quanto è forte e presente, tutti lo conoscono o l’hanno conosciuto e ne sentono ancora gli effetti, ma è talmente forte da essere incontrollabile, lo possiamo seguire, ma non dominare. Non che io desideri fargli questo sgarbo, anzi, solo che ci sono emozioni e sentimenti che si possono controllare o a cui si può far fronte, l’amore è qualcosa che ci guida e non ci consente deviazioni se non a durissimo sconto di pene. Questo forse perché è un insieme e non un singolo sentimento o emozione.
“Usa la forza Luke” funzionava relativamente con la dominazione della paura, ma “Usa il tuo bene Luke” non funzionerà mai. Nel senso che si può fingere, si può mentire e il risultato si vede, il vero amore richiede una dedizione che viene dall’animo, l’animo è imprevedibile e non ammette guinzagli.. l’amore è incontrollabile.

Bene, insistiamo con la domanda, cosa è in realtà l’amore?
A mio parere è la condivisione disinteressata di qualcosa di proprio.
Rinunciare al nostro in favore di altro, e per nostro posso intendere dalla disponibilità di tempo agli averi materiali. Questa rinuncia con la massima fiducia nell’altro, di non essere mai traditi o rifiutati ad esempio, anche se questo avverrà per l’ennesima volta.
Condividere pienamente con un altro essere o interesse, quindi noi stessi, è un gesto d’amore. Di questo ne siamo capaci tutti, ma il culmine è quando questa condivisione è totale, ancor più su lo si raggiunge quando questa condivisione diviene condivisa, qui nasce il vero amore, pieno e indiscutibile.
Gioia serenità pace felicità, conoscono in questo strato di vita nuovi significati, l’essenza dell’essere.

L’amore non è infatuazione o innamoramento, non è attrazione né attaccamento, l’amore è amore. Viene il dubbio che sia un multiplo, in realtà molte lingue occidentali di oggi hanno una sola parola per descrivere l’amore ( si potrebbe a questo punto dire gli amori, ma non lo farò, per carità ), quando nell’antica Grecia c’erano decine di modi per descrivere ogni tipo di amore, Aztechi e Maya, Egiziani, così anche gli indiani d’America, tutti avevano una descrizione dettagliata di ogni sentimento, se non addirittura un solo termine per ogni significato. Noi oggi ci dobbiamo accontentare di una parola generalizzata ed eventualmente collegarla ad un aggettivo per qualificare il nostro intendimento.
Quindi sì, amore, ma pieno di significati.

Si può pensare di provarlo più volte nella vita, ma in realtà l’amore di cui scrivo è unico, cerco di carpirlo ma è indefinito, non irripetibile certo, ma unico, si saprà quale fosse veramente quell’amore forse quando lo si perderà, forse anche a distanza di tempo o forse provando ancora amore. Solo pochi di noi sono in grado di percepire quell’amore lì, alcuni piuttosto di perderlo a volte rinunciano, altri dicono “ho amato molte volte nella mia vita”, in realtà somiglia di più ad un “ho provato ad amare molte volte”, altri ancora lo sognano perdutamente ogni volta senza mai sapere come sarà realmente perché in effetti non lo perdono mai, c’è poi chi invece capisce che solo dall’amore nasce l’amore e si accontenta di questo vivendo felice per tutta la sua vita.
Difficile dare amore, quanto riceverlo.
Si potrebbe pensare all’amore come ad un parallelepipedo multiforme che cerca il suo incastro perfetto in mezzo a miliardi di combinazioni. Forse si adatterà alla forma più vicina, forse si incastrerà più volte proseguendo il suo cammino e la sua ricerca o forse non si assoggetterà mai, in ogni caso lui è così fatto a quel modo, unico appunto.
Già.. me l’immagino: proprio in mezzo a quel territorio sconfinato di cavità multiformiche, ognuna atta ad alloggiarlo circamente, egli cerca la sua sede.
In verità non è così.
Lui vaga, non sapendo che proprio attorno alle sue pendici e protuberanze ne esistono tantissime perfettamente uguali alla sua.
« L’amore è paziente, è benevolo; l’amore non invidia; l’amore non si vanta, non si gonfia, non si comporta in modo sconveniente, non cerca il proprio interesse, non s’inasprisce, non addebita il male, non gode dell’ingiustizia, ma gioisce con la verità; soffre ogni cosa, crede ogni cosa, spera ogni cosa, sopporta ogni cosa. L’amore non verrà mai meno. » Paolo 1cor 13:4-10.
In questa nota di Paolo nella lettera ai Corinzi spero si riassuma perfettamente il mio intendimento nel cercare di differenziare questo amore e non altro.
L’amore è unico, sì, ma nel suo genere.

L’amore è volere che gli altri siano felici, l’amore è donare la felicità ( in questo si include anche se stessi o un ideale ), o almeno si tenta di farlo con tutte le proprie forze.
Questo, se ci fossero ancora dei dubbi, si applica all’intero amore, altrimenti non lo è.
L’amore incondizionato richiede molto coraggio e accettazione, sia degli altri che di sé.
Se non abbiamo stima di noi stessi non sappiamo come farlo e quindi non possiamo donare amore, ma forse neanche riceverlo, questo dubbio mi attanaglia da anni.
Quando siamo certi di noi stessi non ce ne preoccupiamo più, si va avanti con un soffio leggero ( per i maschietti leggasi “con un filo di gas” ), a questo punto si comincia ad essere predisposti all’amore. Si ottiene così il distacco da noi stessi per raggiunta tranquillità e si passa alla cura del benessere degli altri, cura smisurata senza alcun interesse verso se stessi, se si esclude la soddisfazione che si ottiene con questo atteggiamento e il relativo appagamento, tutto il resto è sufficiente. Anche nel caso in cui ci riferiamo a noi stessi o ad un ideale, curiamo più questa parte piuttosto che le classiche cure per noi stessi, se perduriamo in queste pratiche è sempre per soddisfare lo stesso amore, potremmo non dormire o non mangiare per assolvere alle esigenze di questo sentimento. Veniamo a meno di noi stessi per saturarci dall’altro lato di cui necessitiamo. Compensazione dell’io profondo.
Amiamo tanto di più di quanto amiamo, perché solo con l’amore ci completiamo.

Il nemico dell’amore vero è qualcosa che può sembrargli simile ma è invece il suo opposto: l’attaccamento, che deriva dall’amore di sé inteso come preoccupazione per il proprio benessere. Questo è più frutto dell’abitudine che dell’amore, ma può derivarne, certo, forse, qualche volta, credo, no assolutamente 😉
Si, scherzo, perché un punto chiave è qui, calma e attenzione, la differenza tra amore vero e attaccamento è talmente sottile, che potrebbe spiegare tutti i malintesi e l’alto numero di divorzi oltre ad un milione di altre piccole innumerevoli cosette del nostro quotidiano.
Guardare la vita con la -persona- che si ama diventa il culmine di tutto ciò, anche se siamo noi stessi. Si lo siamo con però quel qualcosa in più. Difficile interpretare la differenza se togliamo l’amore e vi mettiamo passione. Non ne conosceremo mai la differenza finché non finirà, perché la passione cala mentre invece l’amore sale e si rigenera da nuovo amore.
A quel punto il testimone della nostra vita diventa il nostro amore, il nostro amore diviene se stesso, perché è il nostro obiettivo intrinseco e non vi è più modo di uscirne. Non ne siamo consapevoli, ma comunque coscienti perduriamo perché è quello che vogliamo da noi. Ci aspettiamo di non deluderci mai, almeno fino a che non lo facciamo, quindi ci scusiamo, consoliamo e rimediamo.
L’amore vero è una fonte inesauribile di piacere.

Quindi ricapitolando, dare senza aspettarsi di ricevere deve essere considerato un segno tangibile di questo ‘stato delle cose’. Rispettare chi è in grado di fare questo è il modo migliore di vivere l’amare, perché sono rare le persone in grado di esternare l’amore nel modo giusto. Molte persone lo sentono, molte lo vivono, ma poche sono in grado di provarlo veramente e pienamente fino a non avere più freno nel sentimento. In ogni caso chi dona amore non sempre lo riceve, ma pare proprio non interessargli, il suo “scopo” è donarlo e basta.
Altro punto chiave: distacco da se stessi e cura del benessere degli altri senza alcun interesse verso i propri appagamenti, escluso l’amore e la sua gioia nel donare.
C’è invece chi dona amore e lo dice proprio mentre lo fa, questo è un segno e lo identifica come un amore cosciente, diffidate da chi vi manda il messaggino “ti amo” mentre fa qualcosa per voi… chi ama non ha bisogno mai di dirlo.

L’amore è certamente diretto alle qualità morali ed intellettuali di una persona piuttosto che a quelle fisiche e materiali. Il sentimento dell’amore è spesso inteso anche alla base d’ispirazione delle principali manifestazioni artistiche, quali la musica, la letteratura, le arti figurative e il cinema. Questo non significa che qualunque bacio o abbraccio, opera d’arte o atto d’amore sia coinvolto in questo sentimento, molto spesso può anche esserne il ricordo o sua stessa aspirazione.
Un altro segno tangibile dell’amore, più chimico e fisico che comportamentale, è uno o più cambiamenti a livello ormonale, il nostro corpo ha bisogno dell’amore tanto quanto il nostro io. Anima e corpo arrivano all’amore insieme, così deve essere almeno una volta, ma lo è sempre se è amore.
L’amore è corpo e anima

Nell’innamoramento un ‘individuo diventa capace di fondersi con un’altro io e creare una nuova collettività ad altissima solidarietà, l’innamoramento è lo stato nascente di un movimento collettivo formato da due sole persone ( ribadisco, chiedo perdono dell’ennesima ripetizione, purtroppo il concetto è aspro ed enormemente vasto; parlo di 2 persone ma potrebbe essere il mio stesso io, un animale, un parente, un’idea, un gruppo, ecc. ). Questo innamoramento è il frutto dell’amore, ma non è più amore in quanto tale, l’amore è sempre un sentimento individuale verso un’altra entità.
Tutto/a me stesso/a esteriorizzato/a, punto.
Non due, non tre, non noi, non esiste “vi amo”, si dice, ma in realtà è un “amo me” perché ci amiamo, è difficile ‘impopolare’ se non impossibile usare “ti amo” e rivolgersi a più entità con la stessa frase: “ti amo” e “ti amo” nello stesso istante. Anche dire “amo anche te” non suona bene. “Vi amo” è più facile e semplice, anche se irreale e assolutamente falso. L’amore, anche in un gruppo, è individuale, io amo te, te e te, posso dire che amo voi e sono felice che siamo insieme, ma in realtà amo uno di voi più di tutti gli altri.
Solleveranno impropri le mamme di uno o più figli che amano anche il marito, gli artisti che amano i propri fan, ma è così, un piccolo esame di coscienza rivelerà l’amara verità. Si ama individualmente, un solo amore alla volta. Possiamo averne di più, ma solo uno è quello che ci appaga. A volte se ne amano molti, più amori contemporaneamente, ma solo per favorirne poi effettivamente uno.
Non è importante quale amore io sia, posso provarne di più, quindi che mi preoccupo a fare? La cosa che veramente deve essere importante è quale amore provo ora e viverlo nell’istante. Certo sarebbe fondamentale capire quale sia l’amore che vivo dentro e che mi appaga, ma se c’è è inutile domandarselo no? 😉
L’amore è un sentimento unico e irripetibile

L’amore è il moto dell’animo, quello vero è una forma d’amore sublimata, ci porta a ricongiungerci con il divino. Diventa una celestiale sensazione che completa il nostro animo, un impulso al trascendimento della realtà sensibile, del mondo delle apparenze, capace di muovere la conoscenza verso l’assoluto.
Dopo queste valutazioni e riporti nascono i veri dubbi dell’animo;
– L’amore, io mi chiedo, lo conosco? So cosa è?;
– L’ho mai toccato, veduto, sentito?;
– Sarò in grado di provarlo? Riprovarlo? L’ho già fatto e non me ne sono accorto?
C’è una sola risposta per tutto questo ed è sempre si, perché innanzitutto se stai leggendo sei nato e quindi l’amore l’hai già provato.
Per tutto il resto c’è sempre il dubbio che non ci sia stato ancora l’amore intero, quello vero.
In ogni caso non è importante neppure questo.
Purtroppo la parola amore ha tanti significati, comprenderli tutti non ci è possibile, comunque quello che veramente conta è che tutti siamo capaci di tutti gli amori possibili, ignorarne qualcuno o allontanarlo da se stessi, negarlo in pubblico, o peggio rifiutarlo, non può che farci del male.
Anche aiutare un perfetto sconosciuto a depositare il carrello della spesa è un gesto d’amore, rifiutarlo o vergognarsi di farlo sempre, significa che il nostro amore è marcito nei liquami di noi stessi, è diventato letame anche per noi, se non addirittura crepato sotto il sole, o peggio divenuto carbonio concentrato sotto coltri di terra, un diamante bellissimo senza possibilità di far entrare più nulla.
« dal letame nascono fiori, dai diamanti non nasce niente »
L’amore è tutto quello che importa nella vita.

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