io sono gay

Sono gay, ma non per tutti i gay!

Dopo un lungo periodo di osservazione su ciò che accade socialmente e mediaticamente intorno a noi, ho notato l’esistenza di moltissime pagine dei quotidiani e tanti profili social proponenti insane battaglie. Questi cercano di attirare l’attenzione su fatti e circostanze in modo pretestuoso, ad esempio sulla strage di Orlando prendendo per i fondelli quelli che si erano coperti in passato la foto profilo con la bandiera francese o con la frase “Je Suis…”, oppure criticando/elogiando i cortei e le manifestazioni pro/contro la comunità LGBT. Ecco a questi soggetti bisognerebbe far sapere che scrivere non è obbligatorio e che spesso, farlo controvoglia solo per fare click baiting o per sbarcare il lunario, non fornisce buoni risultati per l’informazione.

Per comprendere altre sfaccettature di ciò a cui mi sto riferendo, premetto che ritengo stupida persino quella foto di una bambina down con allegata la frase: “…so che non mi condividerai sul tuo profilo… ma se vuoi dimostrarmi affetto metti mi piace e condividi!”.
La mia prima reazione alla vista di quell’immagine è indirizzata all’autore e a chi la condivide in quel particolare momento: “Vai a zappare, di corsa!”.
Non per la bambina certo, che è splendida, ma perché costui pensa che devo condividere una foto per far sapere a tutti che gli altri sono cattivi perché non la condividono. Che ragionamento contorto.
Non ci fosse stato quel testo avrei condiviso volentieri, proprio perché amo quelle menti libere e sincere. Messa in quel modo invece suona come ostentazione di superiorità. Ritengo sia una sfida per presuntuosi che non porta alcun vantaggio alla piccola, anzi, lei è meravigliosa e invece viene usata per scopi personali da idioti sconosciuti.
Usare una bambina down per dimostrare “chi ce l’ha più lungo” è come sgommare allegramente al semaforo solo per mostrare a tutti quel cesso di alluminio e plastica che ti hanno venduto come libertà, mentre invece vivi in schiavitù di strade e traffico, assicurazioni, bolli, multe, percorsi obbligati, smog, meccanici, rogne.

Sono tanti gli esempi che si potrebbero usare impostati su questo tenore, ne farò di seguito qualcuno per comprendere meglio.
Spero intanto che sia chiaro il concetto. Un’interminabile serie di errori di comunicazione che dimostra la stupidità in cui ciascuno di noi può incappare, anche più volte al giorno, sia attivamente che passivamente. A tutti questi andrebbe mostrato il mignolo in stile Alex Drastico…

Umberto Eco le ha definite “legioni di imbecilli”. Le fila sono ingrossate a tal punto da comprendere tutti, incluso lui stesso con quella dichiarazione, io compreso che ne sto scrivendo.

Tornando all’argomento.

Sì, ebbene sì, lo ammetto sono gay. Faccio in questo una distinzione di genere nel gender, perdonami il gioco di parole, sono parzialmente omofobo e questo è il mio outing.
Non sono gay per tutti, come non sarò mai difensore dell’ambiente per tutti, al pari del fatto che naturalmente non sono gentile o scontroso allo stesso modo con tutti. Non biasimo/giudico/esprimo pareri su nessuno, non mi interessa.
Sono sempre dalla parte dei più deboli, come evidenziavo in un altro post. Sono gay con chi merita di esserlo, non lo sono per genere o appartenenza di gruppo sociale.

Come è per l’umana natura, così sarà per ogni gender, al pari di come sarà per i bagnini, i cacciatori o le bidelle, indifferentemente: ci sono diversi tipi di persone in ogni gruppo suddiviso ed ognuno è uguale all’altro se usa lo stesso metodo di superficialità e disinteresse.
Siamo tutti diversamente eterogenei, pochi si distinguono e quei pochi più per stupidità ed ignoranza che per altro.
Molti di noi hanno bisogno di un “pastore” o di un “cane” che li guidi, alcuni di tutti e due: c’è chi ha bisogno di intercalare “il nostro signore” in ogni frase per dare più credito alle sue parole; ci sono coloro i quali si affidano alla storia o alla scienza usando massime e citazioni celebri, spesso sbagliandone l’origine. Tutto per un like; per qualcuno è sufficiente drogarsi o andare a prostitute, ma questi non li consideriamo parte dell’argomento per adesso.

In ogni caso tutti quanti noi, tutti rappresentati e non solo i gruppi sopra citati, hanno bisogno ogni tanto di staccare e avviare un automatismo. Che sia seguire qualcun altro, delegare, o comunque lasciarsi trasportare o peggio perdersi, abbiamo tutti allo stesso modo la necessità di mollare. Ma, mollare per sempre, equivale a perdersi. Equivale a drogarsi. Equivale a prostituirsi e pure gratis, ossia rinunciare ai nostri diritti e soprattutto a quello di essere vivi.

Rarissime sono le persone che non hanno bisogno di cani e/o pastori. Questi si affidano alle proprie esperienze, ai propri errori vissuti nel passato, al buon senso, all’istinto, per quanto si possa cadere in errore anche così almeno si risulta essere più naturali.
“Vivi e lascia vivere”. Potrebbe sembrare questa la filosofia del paragrafo, ma non è neppure così.
Il concetto di base è: siamo tutti fratelli.
Il bello è che questo è gigaenormicamente vero: geneticamente siamo identici con un numero che si aggira sui 120 zeri dopo la virgola, pochi altri numeri prima della virgola [1 o 2] ci separano dalla scimmia come dal moscerino.

Tornando alla realtà dei generi, questa contempla quasi un 70% della popolazione.
Ebbene sì. Quasi 7 persone su 10 tra quelle che conosci o incontri sono di un genere sessuale diverso dal tuo.
Lo so, lo so, la tua faccia sbigottita sa far domande da sola: “Ma come? Avevo sentito che il mondo umano è suddiviso al 50% tra donne e uomini!”. Questo è vero, ma un 20% della popolazione si sente diverso, non è quindi uomo o donna, ma di un genere differente, probabilmente non compatibile con buona parte del restante 80%.
Niente di male in questo, ognuno si sfoghi sessualmente come più gli pare e piace. Tanto che poi tutti quanti ci masturbiamo allo stesso modo: eccitandoci.
Per alcuni di noi potrà non esserci compatibilità con l’altro, spesso questo non è dovuto solo un problema sessuale, rimane comunque l’eterogenicità nella diversità, come a dire: siamo tutti uguali e al contempo tutti diversi.

La diversità a cui faccio riferimento, che ha avuto bisogno di tutta questa premessa, si riferisce a chi non è in grado di gestire il proprio rapporto con il resto della società, che non è debole perché menomato o deficitario, come non lo è mai stato ad esempio il “sesso debole”, chiamato erroneamente così per anni. Del resto se è vero che il 50% della popolazione umana del pianeta è donna, ed è risaputo che sappiano far valere i loro diritti molto bene quando è necessario, è anche vero che sanno fare cose straordinarie che il cosiddetto “sesso forte” non è neppure in grado di immaginare. Ma questo non fa si che assolutamente tutte le donne siano così.
Definirei quindi i “gender nascosti”, ossia proprio quelle persone che si nascondono nella loro reale essenza, lasciando agli altri l’onere di proteggere il loro status più intimo, di combattere le loro battaglie, al pari di quelle donne che approfittano del loro ruolo, tutti nella stessa schiera: “il sesso di comodo”.

Sì, hai capito bene, questi sono gli approfittatori della società.

Questi sono coloro i quali non difendono l’ambiente lavorativo, sociale, comunitario, ecologico, economico, politico… al quale appartengono. Cercano solo di sfruttarne i vantaggi, abbandonandosi invece ai luoghi comuni e al pensiero di massa per le loro conversazioni social o personal.
Per i propri diritti bisogna lottare, non aspettare che lo facciano altri.

Facciamo l’esempio per comprendere ove dimorano gli stupidi.
Scelgo un caso limite, il bagnino ma potrebbe applicarsi alla bidella come al tabaccaio, è il concetto il punto chiave: arriva al lavoro alla mattina alle 6, torna a casa la sera alle 20, cura e mantiene assiduamente un’area in concessione temporanea che gli porta beneficio economico per circa 6 mesi. Spende annualmente cifre importanti, ma non esagerate, per continuare a mantenere questo piccolo ecosistema che gli permette il sostentamento e l’arricchimento.
Poi, però, se tutto intorno a lui il turismo và a scatafascio, oppure se l’ambiente marino e fluviale risentono di grande inquinamento, non fa nulla per proteggerlo nelle sedi opportune, non si fa sentire e se ne frega.
Non sarò io a dover difendere questo soggetto. Anzi, direi proprio il contrario.
Se invece questa persona sarà lì a chiedere aiuto mentre sta cercando di salvare ciò che intorno a lui sostiene il suo lavoro e il futuro che lascerà, allora io divento magicamente bagnino. Che sia per empatia o per osmosi, che sia per estrusione o per idrolisi, io divento immediatamente bagnino in un Puff!

Insomma, sono bagnino, tabaccaio, muratore, studente… posso essere qualunque cosa in questo mondo. Alcuni sono gay e li rispetto come persone normali, altri invece lo sono con il culo degli altri e sinceramente è di questa gente che il mondo deve avere veramente paura.
Siate gay fino in fondo, altrimenti sarete sempre e solo opportunisti.

“Ridono di me perché sono diverso, io rido di loro perché sono tutti uguali, ah, ah…” (Peter Sagan)

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