vi siete mangiati tutto, anche la fiducia

Oliver Cromwell, nel 1653, fece irruzione nel palazzo del Parlamento inglese e pronunciò queste parole.
Mai accezioni come queste furono più realistiche ed anacronistiche:

«É giunto il momento per me di porre fine alla vostra seduta in questo luogo, che avete disonorato con il disprezzo per tutte le virtù e contaminato dalla vostra pratica di ogni vizio. Voi siete una banda faziosa e nemica di ogni buon governo. Siete un branco di miserabili mercenari che, al pari di Esaù, vorrebbe vendere la propria nazione per un piatto di minestra e, come Giuda, tradire il proprio Dio per una manciata di denari. É rimasta una sola virtù tra di voi? V’è un vizio che non possedete? Non avete più religione del mio cavallo, l’oro è il vostro Dio. Chi di voi non ha barattato la propria coscienza per danaro? V’è qualcuno tra voi che nutra il minimo interesse per il bene della Repubblica e per gli abitanti di questo paese? Vi siete prostituiti in modo sordido, avete profanato un luogo sacro come il Parlamento e l’avete trasformato in un covo di ladri, con i vostri sordidi principi e le vostre pratiche immorali e malvagie. Avete cresciuto un odio e un’intolleranza tale per l’intera nazione da avere stravolto per intero il vostro mandato. Voi che siete stati deputati dal popolo per affrontare i problemi del paese, ora ne siete il problema più grande.
In nome di Dio, fuori di qui!»

 

Questo è il succo di quello che sta accadendo in Italia tuttora. Abbiamo sentito più volte qualcuno fare questo tipo di affermazioni in Parlamento e in Senato, ma anche in vari Consigli Regionali e Comunali. Anche questa boutade non porta più a nulla di nuovo. Alcuni sanno come vanno le cose e per questo ci marciano. In Italia più o meno quotidianamente succedono cose tremende nelle sedi istituzionali: soprusi, irregolarità, corruzione, palese violazione delle norme e della costituzione. Occasionalmente qualcuno si sveglia e si rende conto, lo comunica a tutti gli altri, a volte si va sui giornali, ma tutto continua ad essere nella norma. Lo scandalo non fa’ più scandalo. Sta capitando questo, sempre più frequentemente, da circa 65 anni a questa parte. Nessuno ha ancora avuto il coraggio di dire come stanno le cose, o perlomeno lo dicono tutti ma non sortisce più nessun effetto, proprio per questo nessuno dice più cosa effettivamente accade, ma semplicemente ci si limita a dire “è uso comune” o “così fan tutti” perché sempre più ci stiamo abituando. Sì, le cose stanno proprio così. É grave.

Ci sono persone che lottano quotidianamente per raggiungere il capo dei problemi e trovarvi una pezza, dal basso della piramide provano a tirar fuori soluzioni, ma al capo di questi c’è sempre qualcosa di corrotto e insano, immorale, qualcosa di marcio che nega tutto e continua per la sua strada. Oppure, peggio, sfrutta queste soluzioni per adattarvi le proprie esigenze, distorcendo la verità alla propria realtà.
Esempi di italiani come Falcone e Borsellino possono darci l’idea di quel che è successo e sta succedendo sino ad oggi, ma in effetti è piena l’Italia di persone con idee fantastiche che purtroppo deve rimanere al suo posto per un motivo o per un’altro. Da soli non si arriva da nessuna parte. Serve coesione.
Purtroppo è sempre stato così, finché lotti con i mulini a vento, passi per un cretino, quando dai mulini arrivi ai campi di papaveri fai la fine del sorcio. Quando il male si aggrega per dominare il popolo, è giusto che il popolo si riunisca per combattere il male.

Fino a che questo paese sarà governato da chi non ne vive le realtà più profonde, tutto rimarrà tale.
Servono responsabilità. La fine della superficialità di ogni cittadino affinché si possa passare oltre, superare la corteccia di menefreghismo per giungere al nocciolo dei problemi.
Bisogna ristrutturare la società per cambiarla radicalmente e dedicarsi ad un vero progresso, abbandonando la continua ed illusoria ricerca della crescita. Dopodiché verrà naturale poter affrontare i veri problemi di questo popolo e definire un vero modello di sviluppo, quest’ultimo basato su criteri di progressività e produttività realmente utili alla comunità.

Diventare la spada della democrazia, questo deve essere l’obiettivo di ogni singolo cittadino, affinché si possa veramente pensare ad un cambiamento. L’unico modo per diventarlo è essere come gli atomi dell’acciaio, uniti fitti fitti. Condividere con sempre minore attrito.
In fase di produzione l’acciaio è debole, duro come diamante quasi, ma troppo sensibile ed instabile, deve modellarsi a se stesso e divenire più duttile per essere leggermente più elastico e non rompersi al primo colpo. Proprio come l’acciaio che viene prima scaldato, rovente, viene quindi martellato e modellato, è come il conflitto del gruppo.
Poi viene la doccia fredda della tempratura, la rottura dei punti fragili.
Quindi viene riscaldato nuovamente, nuova energia e rafforzamento, gli atomi si avvicinano e creano collegamenti più morbidi ma più solidi, quindi nuovamente riscaldato, di nuovo raffreddato… successi e sconfitte, il progresso, l’evoluzione.
Alla fine nasce una spada, dura, impenetrabile, indistruttibile.
Questo, a paragone, è lo stesso processo che deve subire la democrazia. Persone che si uniscono, dibattono, si scaldano e si raffreddano. Coesioni, lavoro, riscaldamento, rafforzamento.

Affinché questo succeda, devono essere soddisfatte una serie di condizioni, che diano la responsabilità e la concretezza ad ogni uomo e donna di questo pazzo mondo;
– informazione: ogni singolo individuo deve poter accedere, in modo semplice, ugualmente e gratuitamente, a tutte le risorse informative disponibili;
– responsabilizzazione: ogni cittadino deve essere informato che i suoi diritti sono nella democrazia della politica, qualora rinunciasse alla politica o alla democrazia ugualmente rinuncerebbe ai suoi diritti;
– fiducia: ogni uomo e donna dovrebbe vedere con i propri occhi che un cambiamento è possibile, servono esempi e possibilità.

Altre cose sono necessarie, per un fondamento di persone a cui sia permesso capire che un’altra possibilità esiste rispetto alla realtà attuale, una tra tutte, forse la più importante, è il tempo. Il tempo di vedere e riflettere, di capire quali prospettive ci siano di fronte a ciascuno di noi e al popolo come insieme. Purtroppo nello stato di fatti in cui troviamo, ogni singolo secondo che passa ci avvicina ad un baratro che non offre altra via di ritorno che non offra anche grosse perdite. Del resto la libertà richiede alti sacrifici, tra i quali sono compresi valori al di sopra della vita.

Un solo rammarico adesso. Non ci saranno più domani quelle persone meravigliose che hanno idee fantastiche oggi. Ognuno di noi ha un tassello alla soluzione dei problemi di questo paese e pianeta. Ognuno di noi ha una parte della formula, che funziona solamente quando condivisa con tutti gli altri. Pertanto perdere piccole parti di informazioni, di conoscenza e cultura ogni singolo giorno, perdere queste persone, significa rendere tutto questo sempre più lontano e difficile da raggiungere.
Spero quindi in cuor mio che in queste due cose se ne verifichi almeno una;
– La loro conoscenza venga divulgata, passi di mano con l’aggregazione, diventi efficiente, avvicinata al popolo e messa in pratica al più presto.
– Il futuro non sia così lontano come credo.

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