TRC e altre nefandezze

Delusione e amarezza. Se è vero che ora è troppo tardi per parlare di TRC e che bisogna assolutamente farlo per mettere mano su quei soldi ( perché mi par di capire che altro motivo reale non c’è ), ci si rende anche perfettamente conto che i nostri dipendenti nel consiglio comunale non hanno il minimo interesse ad ascoltare cittadini che pongono semplici e giuste obiezioni.

Il loro disegno è esclusivamente quello di iniziare dei lavori per dimostrare che si è fatto qualcosa e metterlo in saccoccia come risultato preso, anche se sviluppato prima da altri che ora siedono in altri scranni. Prova di tutto ciò ne è ogni singolo commento che si legge da chi conosce superficialmente la questione. I dubbi rimangono, ma ai sordi non si può parlare dei problemi, come ai ciechi non si può descrivere la bellezza di un paese diverso da quello che loro desiderano vivere e vedere.

I nodi al pettine verranno, uno per uno, allora questi sordi e ciechi si ritroveranno nella saccoccia sacchi di letame e un consenso sempre più ridotto. Si pensava che le ultime elezioni avessero dato una tastatina al consenso, un messaggio chiaro, ma vedo che non è servito a nulla.

Questa è l’era della comunicazione, ora la gente si informa e non più come 10/15 anni fa dove veniva subissata di informazioni al 99% inutili, ora si filtra e ci si informa anche settorialmente, quindi le persone verranno a scoprire realmente di cosa è fatta la politica e quali giochini tengono in piedi questa classe di impiegati d’oro, genti che nulla producono se non il disastro che viviamo quotidianamente, ma pagati profumatamente per farlo, soprattutto se paragonato al nostro vicinato e ad altre realtà, di altri paesi, simili alla nostra città.

Tutto quello che sta succedendo a Rimini oggi è il passato in tante altre città della Romagna, d’Italia e d’Europa, quindi senza spingersi tanto oltre fuori dai nostri confini possiamo valutare tutto quello che ci sta accadendo con una visione prospettica di quel che succederà, una proiezione netta e concreta. L’area della provincia è talmente piena di nonsensi e realtà improduttive per quanto dispendiose, se non addirittura dannose, che a forza di incontrarle ci si chiede come mai non si tamponino almeno. Le risposte arrivano solamente quando si analizzano i risultati delle città che hanno già affrontato i nostri ‘disguidi’ e poi li hanno risolti, scoprendo che alla fonte di questi problemi c’era sempre un disegno chiaro, di cui i nostri dipendenti nel consiglio comunale non erano neppure tutti al corrente, anzi spesso i pochi che ci guadagnavano erano i più silenziosi e omertosi al riguardo.

Astensioni di voto, assenze, sono alle volte dei segnali chiari, che mascherano un disinteresse forzato delle cose che si spiega solo con un interesse relativo.

Non sto a descrivere le problematiche ne a segnalare i disguidi che citavo sopra, vedo che già per l’esempio del TRC il discorso è molto semplificato nella sua visione, s’à da fare e basta, ma consiglio ai nostri dipendenti di viaggiare e valutare altre realtà, di guardarsi intorno insomma, i segnali giungono da ovunque e sono poco controversi, quindi anche alla vostra portata.

La realtà è che non avete il minimo potere di cambiare le cose, ne tantomeno la volontà, potete solamente seguire l’onda di chi vi pilota.

A questo punto c’è sempre l’ottuso che si alza e sentenzia: si, si, sempre contro questi lavori, avete il timore delle innovazioni, bisognava parlarne anni fà quando questa cosa è stata proposta, non adesso che è troppo tardi. Ora bisogna proseguire con il progetto, poi servono proposte e non lamentele.

No ma devo vedere anche questa, adesso dobbiamo essere noi a fare ancora altre proposte, quando quelle fatte non sono state minimamente ascoltate in funzione degli interessi in essere.

Proposte alternative ne ho sentite parecchie, ma sono cadute tutte nel nulla, quindi se non vogliamo vederle è inutile parlarne.

Ma ci riprovo.

Ribadisco quanto già scritto in centinaia di casi da parte mia: parcheggi scambiatori con aree di capolinea per trenini, bus, tram, taxi, biciclette, servizi di noleggio e trasporto, ci sta anche il trenino sopraelevato magnetico sulla statale per san marino volendo, ma questo è uno scherzo capitemi, servizi fondamentali e uffici comunali in ogni quartieri, interventi di ripristino per le comunità di quartiere, incentivi ai negozi di quartiere.

Come possiamo ridurre la quota di mezzi in circolazione?

Sicuramente non inserendo una 18 corsie dove prima ce ne stavano 6 e neppure istituendo centinaia di vagoni di tram quando tutti i servizi fondamentali ( leggi uffici, USL, supermercati ), sono dislocati a macchia di vacca sulla città.

I quartieri devono primeggiare e non la città in se. A che mi serve che l’ambulatorio del mio medico o la scuola dei miei figli stiano a chilometri da me, che il mio quartiere sia solo un dormitorio oppure che sia un concentrato di locali se poi non vi trovo i servizi essenziali? Per sfavorire l’uso delle auto si rende necessaria una serie di interventi che ridimensionino la vivibilità del territorio in modo che non richieda giornalmente grandi spostamenti. Se poi vorrò viaggiare è altro conto.

I soldi del TRC possono essere usati per questo, è sempre un miglioramento della viabilità. Renderli indietro in parte e usare la maggior parte per questi interventi, ma soprattutto ammettere che si stava facendo l’ennesimo sbaglio su una visione sbagliata è sicuramente più onorevole che perdurare sull’errore.

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