rotto e a capo

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C’era una volta in cui scrivevo, oggi quel rapporto con me stesso si è rotto. Avevo questo blog come contenitore delle bozze di idee, quelle che mi consumavano nelle giornate. Raccoglievo note e appunti, svolgevo ricerche, poi scrivevo il mio pensiero riportando quei dati. Più semplicemente spesso trasmettevo i miei pensieri qui sopra, come fossero paletti nella prateria del mondo visitato. Un mondo esterno, ma anche interno dei sentimenti dove più frequentemente scrivevo di getto. Questo era il luogo in cui cercavo l’armonia del concreto, dato dal certo, dall’assodato, un transfert di sicurezza, armonia e serenità.

Ecco. Oggi non è più così. Qualcosa si è rotto. Non ho più bisogno di scrivere, non ho più bisogno di tradurre e marcare.
Come fossi giunto girando in cerchio al mio primo paletto.
Giuro non era voluto, mi è capitato, ho fatto un incontro inaspettato, di quelli che capitano una volta nella vita.
Anche se apparentemente il titolo potrebbe far pensare a qualcosa di negativo, sono rotto in una eccezione positiva, aperto, fuori dal guscio. Mi è capitato qualcosa di meraviglioso. Ne scrivo oggi solo per concludere la storia del blog.

Ho trovato una realtà in cui trasmettere le mie emozioni, i miei dubbi, le incertezze, la tristezza e la felicità. Tutte le mie astrazioni si sono tramutate in qualcosa di fisico e non sento più il bisogno di scriverle su un blog, mi bastano delle note, perché già scrivere quel pensiero mi è sufficiente per riflettere e capire cosa sia veramente importante. Un non-luogo che giace nella mia mente e culla profondamente il mio essere.

Avevo percepito già questa differenza tempo fa, dove capivo che scrivere equivale a soffrire, ma ci è voluto il solito tempo necessario a noi esseri lineari per catturarne l’essenza. Scrive chi soffre, legge chi è felice, medita chi non è sereno, parla chi è nella gioia.
Tutto quello che avevo conosciuto prima, convinto fossero assolute certezze, oggi diventa una pallida realtà. Guardo questo blog e sorrido, pensavo di gioire e soffrire veramente.

Mi è capitato qualcosa che ha cambiato profondamente il mio essere, qualcosa di inatteso, inaspettato, non violento e neppure definitivo. Mi sono rotto e aperto, ne è uscita una glassa di emozioni che ha rivelato un mondo sconosciuto prima. Qualcosa che è reale e che negli anni avevo frainteso, pensando di conoscere o perlomeno di poterne parlare.

Ora intendo dedicarmi completamente a questo aspetto della mia vita, anche se il mondo procede in una direzione precisa, ho trovato il mio ranch in questa prateria in cui coltivare emozioni.

Scrivere non mi darebbe tanto piacere quanto vivere.

spirali delle emozioni

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