perché

Perché ci penso? Non lo so. Perché sono qui? Non ne ho idea. Non è da me essere nell’ignoto, purtroppo ci vado spontaneamente ogni volta che ti penso, ogni sussurro che mi porgi, ogni saluto che mi doni. Quando ti rivolgi a me vivo delle tue parole per giorni. A tratti passione, talvolta vibrazione, sempre un pensiero.
Non era così. Sognavo una vita serena, fuggivo da un passato doloroso, poi ti ho visto.. ti ho parlato… ti ho conosciuto… ora ti sento.
A poco a poco il dolore è scomparso, la vita ora è un sogno, potrei anche dire che c’è felicità, ma non posso veramente. Come può esserci gioia se io sono qui e tu no. Il mio unico timore è che tu scompaia per sempre ed aggiunga dolore al passato che inevitabilmente ritornerebbe.

Sono sulla cima di una cascata, sento il sole sulla pelle e vedo il vento che sfronda gli alberi, non riesco a tenere gli occhi completamente aperti, devo usare le ciglia per filtrare tutta questa luce, tatto umido, occhi intrisi d’acqua.
Eppure trovo fiori di ogni colore che mi aspettano ad ogni sguardo, immagini sature e piene di natura, forza nel cuore, l’acqua che cade rimbomba dentro di me.
Tu sei la vibrazione ferma che mi allinea con il cielo, ti sento fortemente, non vi è ombra di dubbio.
Tu ci sei, esisti, ma non sei cascata, ne acqua e neppure vento, non sei cielo ne aria, non sei terra ne alberi, sei il tutto intorno al mio vagare.
Eppure non mi posso tuffare, non posso fare un passo, non posso sdraiarmi su quell’erba rigogliosa, non posso sedermi sul ramo di quell’albero, non volo come vorrei.
Ne ho il potere, ma anche il timore. Vipere nell’erba, aquile nel cielo, coccodrilli nell’acqua, sabbie mobili dietro agli alberi, gorghi tra i flutti, non voglio tutto questo.
Non voglio più scoprire che l’amore può avere fine, che dopo il tuffo mi ritroverò in liquami di nera pece, che il cielo sarà scuro, che la foresta sia stata bruciata.
Vorrei tenerti per mano e non lasciarti andare via più, sono certo che tutto questo muterebbe in uno splendido giardino dell’Eden, il posto in cui vorrei darti rifugio ogni volta che lo desidererai, il posto in cui vorrei portarti per tutto il resto delle nostre esistenze. Non posso prenderti io per mano, questo lo sai. Sono solo nel giardino, questo l’ho capito.
Ho provato a lasciare incustodito quel paradiso, come mi hai chiesto me ne sono andato, non sono più tornato. Dalla porta chiusa sono spuntati rami e foglie, si sono riempiti di boccioli e sono nati nuovi fiori.
Non mi è restato altro che murare il tutto, dietro un solido riparo mi sono nascosto.
Il muro ha ceduto, gli alberi hanno vinto, dal mio nascondiglio si vedeva la luce e non sapevo più come fare.
Ho messo una porta d’acciaio e una parete blindata, ma dall’alto del muro riecheggiano le fronde… non posso sentire, non si può stare a guardare una porta vuota. Mi sono girato, tu me lo hai chiesto imperativo come un NO secco, lo sto ignorando anche se sento.

Tu hai chiesto se potrai innamorarti ancora, se qualcuno potrà mai innamorarsi di te? Ma certo cucciola, di quante prove hai bisogno per toccare il cielo? Il cielo, il cielo, non è solo sopra di te, è anche intorno a te, il cielo è aria e acqua, tu sei acqua e aria.
Tu sei amore già ora.
Si può, succede, capita, fidati e non preoccupartene, oppure se vuoi pensaci, sapendo che ti sarà utile come voler sbucciare una mela solamente riflettendoci sopra.

Ci ho riflettuto tanto in questi giorni ed oggi ho voluto dirtelo così, perché non è l’amore ad essere cercato, vuole solo essere ritrovato. Lui è in te, ha solo bisogno di pace e serenità per esprimersi, stati d’animo che non sono facili a trovarsi. Pace con se stessi e serenità con il resto del mondo, vengono dopo lunghi percorsi; strade che non sai mai dove portano; viottoli che decidi al momento; rotte ignote da fare ad occhi chiusi se il caso lo richiede.
Come puoi avere questi dubbi ed essere così speciale al tempo stesso? Beata ingenuità.
Quando sarà il momento troverai la tua strada per l’amore, quell’amore che sarà e non quello che hai scelto e neppure quello che vuoi. Rassegnati, su questo non puoi decidere, rilassati, almeno su questo non hai potere ne previsioni da fare.

Il mare è lontano, nonostante questo ne sento la forza e il sapore ogni volta che risacca, tu sei il suo eco ed io sabbia. Nel vuoto dei prati erbosi sento nell’orecchio il tuo canto come vi fosse la conchiglia appoggiata.
È pace questa? Certamente così la vivo.
È serenità? Immensa!
Mancano gioia e passione, i due lembi del paradiso che lo riuniscono con la condivisione.

Il terrore che tutto svanisca è dietro l’angolo, più volte mi hai detto che è già finita, perché mai iniziata. Che ne sai tu del mio universo? Cosa sai del mio piacere nel portarti con me?
Quando finirà probabilmente sarà proprio perché tu avrai trovato l’amore, l’amore vero, io lo sento già, questo fantastico giardino ha dei bordi precisi, non è infinito. Una perla rimane una perla, per quanto vicino la si possa guardare rimane sempre una sfera con un diametro predefinito, prima o poi ritroverò i miei passi e mi renderò conto della mia delusione, forse amerò comunque ripercorrerla e sognare, ma se nessuno pianterà nuovi alberi e nuova vita, questo giardino non fiorirà più. Mancano gli uccelli in questo cielo, manca l’insetto che impollina i fiori e la prossima stagione non ci sarà più un giardiniere per il mio parco. Io diverrò humus per il mio giardino, in attesa che qualcuno porti nuovi semi a fiorire e che il sole torni a splendere in questa valle incantata.
Quando tu libererai le gabbie probabilmente sarà in un tropico diverso, in un cielo non mio, sarà vostro e non nostro, di ciò mi dispiaccio già ora seppure la speranza di vederti arrivare mi fa tenere ancora alto il binocolo al cielo.

Perché? Perché tutto questo?
Non c’è un perché, quando accade è bello così. Viverlo è un’immensità ineguagliabile, rinunciarvi equivale a morire, perché quello che siamo è pura voglia di vivere, sentimenti e sensazioni, chiuderli in una scatola e gettarli via sarebbe opera di un pazzo, meritevole più del vuoto dello spazio che del calore del sole. Io non sono così e nemmeno tu lo hai mai fatto.
Lo sai anche tu, è inutile che te lo dica, ma del resto come inutile può essere questo testo sino ad ora te lo dico lo stesso, riempiamolo pure di nullità e inutilità: quando ti innamorerai sarà della persona che avrai scelto, della persona che crederai capace di donarti lo stesso amore che offri anche se poi ciò sarà o non sarà vero, accetterai il rischio perché crederai solo in quella possibilità remota. Chi si innamorerà di te sarà dello stesso avviso, in te vedrà una meravigliosa creatura da amare ed accarezzare per il resto dei suoi giorni. Non è detto che queste due cose coincidano, ma, dal profondo del cuore, te lo auguro vivamente con tutto me stesso, perché già sai benissimo cosa significa perdersi per un sogno, viverlo quotidianamente e non poterlo mai realizzare.

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