censura come metodo educativo

freedomQuando la censura viene utilizzata come metodo educativo, fa crescere dei sospetti, perché all’orizzonte appare l’ombra del dogma. Se è vero che la scienza si pone continuamente domande, invero la religione ha già tutte le risposte.

Impedire il pensiero, il libero confronto, la stimolazione dell’intelletto attraverso la discussione dell’errore, arginare il libero transito di informazioni, è censura, inevitabilmente censura o meglio caccia alle streghe.

 

 

In pratica il vaccino è un’opinione, almeno fino a che i soggetti destinatari di questa responsabilità non vengano informati di tutti i risvolti oggetto delle diverse scelte.

 

vaxxedSi sto parlando anche di Vaxxed, il documentario che è appena stato oggetto di censura a Rimini e in tante altre parti d’Italia, ma soprattutto dell’improponibile idea che i vaccini e la medicina in generale non possano in alcuno modo essere oggetto di discussione. Qualcuno la definisce opinione, la possibilità democratica di parlare dei vaccini, ma dimentica che nei centri della salute preposti esistono dei medici appositi che forniscono informazioni sul tema a chi ne fa richiesta. Pertanto è ammessa l’opinione fintantoché si affronta per la prima volta un tema così ricco di retroscena come quello dei vaccini. In pratica il vaccino è un’opinione, almeno fino a che i soggetti destinatari di questa responsabilità non vengano informati di tutti i risvolti oggetto delle diverse scelte.

Invece a seguito di questa censura appare quasi uniforme la modalità di pensiero che mette i cittadini sul piedistallo degli stupidi, esempio: « la gente è molto ignorante, non è in grado di capire e discernere la finzione dalla realtà, le bufale dalle notizie reali, la scienza dalla fantascienza. Pertanto serve qualcuno che decida cosa sia giusto e sbagliato per loro, almeno prima che qualche emulatore si convinca di false teorie… ».
Fortuna vuole che lo stesso metodo non sia mai stato applicato al film Virus Letale con Dustin Hoffman, ad esempio, oppure al docufilm El Concursante [il concorrente] o An inconvenient truth [una scomoda verità] e il recente Before the flood di Leonardo Di Caprio… ops! No in effetti anche in questi frangenti la censura ha fatto molto, tanto che, pochissimi conoscono questi documentari e così vale per molti che non sanno dell’esistenza del film con Hoffmann. Questo perché le scelte commerciali dei vari cinema hanno preferito non trasmetterli in quanto giudicati non interessanti per la massa. Leggasi non redditizi.
Quindi, a quanto pare, instillare l’inquietudine va bene, ma non discutiamo sulle responsabilità o sulle controindicazioni della cura, tantomeno diamo informazioni che potrebbero turbare lo stato attuale di conoscenza e consapevolezza del consumatore. Ma allora ci si chiede come mai non definiamo obsolete anche le sessioni informative sui vaccini che fanno alla USL e nelle scuole, perché scomodarsi tanto? La questione dei vaccini sembra avere 3 teste completamente slacciate: quella disinformata della fiducia apocrifa, quella divulgativa del consenso informato, infine quella censoria dell’assoluta obbligatorietà e del “è così! non rompete le palle”…
Bisogna capire perché esistono 3 visioni così contrastanti dal lato del know-how.

« la gente è molto stupida, non è in grado di capire e discernere la finzione dalla realtà, le bufale dalle notizie reali, la scienza dalla fantascienza, pertanto serve qualcuno che decida cosa sia giusto e sbagliato per loro, almeno prima che qualche emulatore o ignorante si convinca di false teorie »

Questo atteggiamento provoca inevitabilmente delle domande, tante, forse ai più, anche un ombra di sospetto;

  • che problemi ci sarebbero nel dare queste informazioni alle famiglie?;
  • perché si deve proibire un documentario se si hanno gli strumenti per smentirlo?;
  • dove hanno avuto la possibilità di vedere il film i commentatori che ne dicevano peste e corna? Online si trovavano dichiarazioni del produttore ma non il film, non ancora, a differenza di oggi che invece è disponibile su YouTube;
  • parlano tutti per sentito dire?;
  • lesa maestà intramoenia?…

Atteggiamento inspiegabile, tendenzioso, sospetto. In effetti non si capisce questo accanimento su un film che parla di un argomento piuttosto univoco, sì perché a pensarci bene l’obbligatorietà dei vaccini è tale che i bambini non vengono ammessi a scuola senza la corretta profilassi. Così i dipendenti non vengono riammessi al lavoro se durante una delle visite periodiche dovesse risultare che non hanno effettuato il richiamo vaccinale.

Ebbene. La motivazione addotta dai contrari al film e favorevoli alla censura, è generalmente uniforme: non sia mai che un domani a qualcuno venga in mente di non vaccinare le proprie creature. Sarebbe un disastro di dimensioni epocali. Si rischia l’emulazione e infine lo sterminio. La scienza non è opinabile.
Tutto qui. E siamo seri. Avranno letto le relazioni sulle ‘vaccinazioni di gruppo’ questi. Sanno che la natura ha sempre una backdoor?
Ciò non fa che aumentare quest’aura di mistero.

Il risvolto che non è stato capito – dagli pseudoscienziati dell’occulta setta dei censori – è che, nascondendo questi film si instilla nel sottobosco delle menti, deboli e non, il dubbio. L’atroce dubbio, ossia quella forma di curiosità e assenza di fede che spinge all’indagine. Il dubbio è quella cosa a loro sconosciuta, ma apprezzata da qualunque studioso con una dotazione minima di analisi scientifica.

La curiosità appare sicuramente controproducente agli intenti dei censori. Infatti, i ben pensanti moralisti che hanno censurato questo documentario stanno facendo il primo grande favore a Wakefield in Europa per l’effetto Streisand che hanno provocato.

Senza capire il motivo reale di tutta questa alzata di scudi, si possono fare solo congetture, ma sembra comunque di essere tornati indietro nel tempo, di molto, a quando altri decidevano cosa il popolo poteva o non poteva vedere, ascoltare e leggere, ma soprattutto capire.

A questo punto viene spontanea la domanda per cui nasca tutto questo trambusto intorno al mostro Vaxxed.
La risposta che spiega tutti gli scandalizzati non appare chiara. Anche provando ad indagare si scopre che non ci sono effettivamente dati per controbattere ai risultati riportati dal film [qui i motivi] per cui forse si preferisce passare alla censura. Questo in parte spiegherebbe la censura, perché il regista del film aveva richiesto espressamente il contraddittorio dopo la proiezione. Ma solo questo non spiega nel dettaglio cosa sia veramente accaduto. Senza capire il motivo reale di tutta questa alzata di scudi, si possono fare solo congetture, ma sembra comunque di essere tornati indietro nel tempo, di molto, a quando altri decidevano cosa il popolo poteva o non poteva vedere, ascoltare e leggere, ma soprattutto capire. Quindi auspico che tale realtà non sia la spiegazione reale dei fatti accaduti. Anche perché la storia ci insegna che reazioni spropositate spesso nascondevano i reali fatti di tutta la vicenda, vedi la storia di Di Bella che ancora oggi ha degli strascichi, vedi il caso Ustica, o il Cermis, perché dovremmo fidarci sull’argomento vaccini e poi a forza come fosse olio di ricino, come è accaduto recentemente per le trivellazioni e gli inceneritori con lo Sblocca Italia.

Il problema quindi è il vaccino o la censura? Il primo assolutamente obbligatorio per le nuove vaccinazioni ossia per consentire ai bambini l’ingresso alla scuola dell’obbligo, la seconda assolutamente violenza pura.
Ciò che non sembrano capire neppure menti illuminate come i pro-vaccini-a-tutti-i-costi, a differenza di quelli come me e te che siamo pro-vaccino-ma-informati*, è che così facendo violano diritti costituzionali sanciti nel famoso ‘tomone‘ e ribaditi nella dichiarazione internazionale dei diritti dell’uomo.

Purtroppo è la censura stessa che oggi ci obbliga a parlarne, qualora non lo avessimo già fatto.

Fino ad ora abbiamo parlato di censura e non di vaccini, perlomeno non vorrei parlarne nello specifico.
Eviterei di approfondire l’argomento proprio perché non ne ho gli elementi.
Penso che non basterebbe un trattato e qualche testo specifico, letto tutto fino in fondo e altrettanto approfonditamente averne comprovato i dati, con tanto di discussione finale, prova tecnica e tesi.
Penso anche che nessun medico, preso a se, possa essere abbastanza convincente da coprire tutto l’arco divulgativo che meriti l’argomento.
Purtroppo è la censura stessa che oggi ci obbliga a parlarne, qualora non lo avessimo già fatto.
Quindi, veniamo pure al vaccino vero e proprio come argomento, se posso permettermi una domanda.
Quanti di voi hanno fatto i richiami? Quanti adulti di qualsiasi età li fanno regolarmente? Corretto? Posso accennare ad un sorriso?
Ragionevolmente una modestissima (azzardo) percentuale di adulti già vaccinati almeno per le malattie infantili si ripropongono regolarmente per il richiamo (tempi e modalità studiate a tavolino quantomeno con il proprio medico di famiglia). E tutti gli altri? (la stragrande maggioranza – se la mia stima è sbagliata gradirei essere mortificato con dei numeri veri). Dato per scontato che esistono quelli che non rispondono alla stimolazione (se qualcuno possiede dei dati in tal senso sia così gentile da condividerli, possibilmente numeri assoluti e non percentuali stimate), come facciamo a sapere quale sia l’esatto numero di individui immunizzati alla data X nei confronti della Y malattia? La semplice registrazione dei vaccinati, senza alcun controllo almeno anticorpale postvaccinale (pratica non ordinaria ad oggi), a rigor di logica rende potenzialmente sterile qualsiasi argomentazione sull’effetto gregge (a mio modesto avviso).
Inoltre i dubbi che possono avere ragionevolmente le famiglie – già eventualmente disinformate – possono avere effetti dilaganti con una sola ricerca su internet, proprio perché l’argomento Vaccini è ampiamente discusso senza questo benedetto contraddittorio. Molte informazioni viaggiano nella rete e sono spesso lanciate e rilanciate senza un controllo di veridicità, vedi ad esempio questo articolo sulla correlazione tra vaccini e ASD e per quanto riguarda l’antipertosse è roba fresca di questi giorni.

 

Ritorniamo alla censura, perché c’è anche chi non ci crede. Non è il primo film che viene omesso per gli stessi motivi. Tutta la serie di film del regista Moore, che racconta Stati Uniti lontani dal sogno americano e dall'”utile consumismo”, sono stati boicottati in tutti i modi. Da temi come la sanità, all’America armata, allo strapotere delle banche, fino alle testimonianze dell’11 settembre, Moore ha portato la storia americana a confrontarsi con se stessa e tutto quello che è stato rappresentato lì sarebbe servito anche a noi per capire meglio, non solo gli Stati Uniti, anche noi stessi come futura possibile Europa. Così i documentari citati sopra, Virus Letale, El Concursante, An inconvenient truth, Before the flood, la lista è lunga. Infatti esistono così tanti altri film che nella storia del cinema hanno fatto un prevedibile flop vista la poca promozione e visti i fatti di una realtà vs finzione dei pubblicizzatissimi super eroi, da cui è logico sorga il dubbio vi sia più di qualche gruppo moralizzante che ancora oggi decida cosa sia giusto per noi vedere e cosa no. Non è complottismo, soprattutto se vi è censura.

censura-di-vaxxedSignori, magistrati, moralizzatori: vorrei sapere in quale forno crematorio sarà bruciato il negativo di ‘Ultimo tango a Parigi.
Con la vostra sentenza avete mandato in un campo di sterminio le idee al posto di alcuni milioni di spettatori adulti, gli stessi che si sono guadagnati il diritto di votare, di scioperare e di divorziare, colpevoli di aver amato, odiato o comunque di avere visto Ultimo tango.
Ma non fatevi illusioni: nell’Italia del 1976 siete soltanto una minoranza in via di estinzione storica, naturale, biologica“.
Bernardo Bertolucci in una lettera aperta ai giornali poco dopo la famigerata sentenza della Cassazione del 29 gennaio 1976, che ordinava la distruzione di tutte le copie, compresi i negativi, del suo capolavoro.

Su una cosa possiamo essere d’accordo, Bertolucci non aveva indovinato, quella razza di censori non si è estinta.

Ma se la questione vaccini è ancora lontana dall’essere risolta definitivamente per quella della censura almeno abbiamo una certezza, esiste ed è più sana che mai. Solo che è ridicolmente senza vestiti, perché per lo stesso motivo, la Chiesa Cattolica avrebbe dovuto scomunicare Dan Brown e mettere al bando il suo libro – “Il Codice da Vinci” – o il film che ne è stato tratto: propagandano per “verità storiche” delle teorie di fantareligione, che gli Storici stessi, con valutazioni assolutamente al di fuori di ogni credo religioso, criticano e contestano… mentre invece così facendo hanno aperto un’altra crepa sul loro muro delle certezze. Se c’è qualcosa su cui indagare allora questo è sicuramente anche l’argomento vaccini. Punto.

Chi lotta con i mostri, deve fare attenzione a non trasformarsi, per questo, in un mostro. Se ficchi a lungo lo sguardo in un abisso, anche l’abisso ficcherà in te lo sguardo.

A tutti gli autori della censura, ovunque siano, vorrei ricordare loro che è dall’ignoranza che nasce il terrorismo.

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