disteso – concentrazione – equazione della felicità

Nell’erba disteso, occhi chiusi, lentamente si libera lo spirito pesante.
Ogni traccia di civiltà e condizionamento qui svanisce, solo io e me.
La testa cede il passo al vuoto, dono dei profumi e dei canti di vita, nel bosco batter d’ali e brusii diffusi.



Potrei dormire e invece mi concentro, su un punto, mentre il sole riesce tra le fitte fronde con qualche raggio.
Quel che vedo da qui non è solo natura, questo è ora il mio mondo.
La vita così come la vedo, questi suoni, il vento, sono dentro dovunque.
Io sono il bosco, io sono il vento, io sono il falco, io sono il filo d’erba, il fiore e il muschio.

Perché quindi con tanta pace e bellezza ancora questa sensazione?
Ma certo, sei ancora dentro di me, devo esser ancora più bosco…
Dove sei pensiero puro? ti aspetto…

Ogni soffio del vento mi allieta e mi stupisce
c’è qualcosa in me che non capisce
quale ragion d’esser felice se il mio futuro non sa e non dice?

Malinconica nostalgia, a qual cosa aspiro?
Di cosa son fatto io?
Terra e sabbia, acqua e cielo, fuoco e vento, pensiero e coscienza, amore e fantasia…
No, amore puro, nasco dall’amore e vivo per amore.

Interminabili secondi, penso ai minuti trascorsi e invece devo essere corteccia, senza attese.

Ecco!
non me ne rendo neppure conto… ricordo il mondo…

Negli sguardi della folla vedo tanti visi attoniti, forse rassegnati o forse disillusi, comunque ugualmente non felici.
Immagini tristi.
Coppie di carichi e problemi camminano insieme, sguardi persi nell’infinito, labbra serrate, espressioni annoiate.
Molti sono a questo modo, a questo punto.
Non sanno forse la fortuna che hanno, la ignorano, qual peccato, il peggiore forse.

Felici sempre no, impossibile, non potremo esserlo mai noi esseri pensanti, siamo fatti per il miglioramento e la ricerca della felicità, non siamo capaci di godere a lungo della pienezza una volta raggiunta.
Oppure no… penso… come quindi, come è possibile fare, come si può mantenere il giusto grado di felicità nella vita. Alternando forse fasi di tristezza volute, forse vivendo quella altrui. Soffrire la propria esistenza fino allo spasmo in modo da rinascervi alla fine di ogni giorno… non so.
Ma poi, in che modo, costruendo qualcosa sicuramente. Non da soli certo, quindi condividendo questo qualcosa. Forse, perché no?!

Quella pace e quell’amore perenni che cerchiamo, si raggiungono una sola volta nella vita, ma vi è ancora molto tempo per questo, sarà alla fine.
Ora bisogna realizzare un sogno, un sogno grande, se sarà poi un altro sogno o qualcosa di inaspettato, si vedrà.

Quindi la gioia è sempre alla fine di ogni obiettivo, non tanto per la propria vittoria, ma per averci creduto, combattuto e magari vinto.
In ogni caso averci creduto al punto di combattere… è sempre una vittoria… con se stessi innanzitutto.

quindi…

La gioia è nel percorso, nelle scelte che si possono fare, proprio nella possibilità di farle. La scelta è una libertà, la libertà è vita.
Sì, è semplicemente bello partecipare. Questa gioia è sempre una bella sensazione, ma una personale sensazione, la si può condividere esternando la sensazione, ma che difficilmente può essere sempre compresa, 1.

L’amore che puoi condividere equivale alla felicità che puoi donare, 1 + 1.

La radice dell’amore sta nelle nostre sensazioni, siamo quel che proviamo, √x.

L’amore si apprezza, l’odio no. Certe volte dobbiamo essere onesti, portiamo tutti una piccola dose di rancore, verso qualcosa o qualcuno. Bisognerebbe dimenticarla, ma è più forte di noi. Ad amare si è sempre coinvolti, ad odiare no, 1.
L’indifferenza non la valuto, vale sempre zero.

L’amore si può condividere, la gioia no, si può donare o ricevere ma è una sensazione personale, intestina. Così come la gioia anche la tristezza, si può capire, esservi solidali, compiacersene, averne per una cosa comune, ma non averla insieme equamente, 1 / 1.

Godere della propria felicità è un’incognita se non sai cosa potresti perdere, 1 + 0.

Avere niente per ottenere felicità con poco, avere tutto per continuare a cercare la felicità, 0 + 1, 1 + 0.

L’amore è potenza di condivisione per almeno due persone. Piacere di donare amore, che appunto è qualcosa che dai, una cosa che tu dai ad un’altra entità, (1)piacere * (1 + 1)amore, non vi è altro senso nell’amore.

Le nostre belle sensazioni vogliono essere sempre condivise, siamo esseri sociali, a volte riusciamo anche a condividere quelle brutte, passato il malumore. Il senso è donare parte di noi, x / 2.

Quando uno dei componenti manca il risultato è nullo, tranne quando perdiamo ciò che ci rende più tristi, dove subentrano il rancore e l’odio, anche solo per un attimo.
La tristezza e la gioia sono parte di noi, per felicità mancante o presente.
Impossibile averle perennemente entrambi attive, oppure costantemente solo una, ma entrambe ci sono sempre perfettamente bilanciate sul carico maggiore del momento.

Cosa/Chi Ami?
Cosa/Chi Odi?
Cosa/Chi ti Dona Gioia?
Cosa/Chi ti Rende Triste?
Cosa/Chi ti Porta alla Felicità?
Chi Condivide con Te Piacere/Dispiacere?

Dimostrazione:

Equazione di base;
( √( ( AMORE(2) – ODIO(2) ) + ( GIOIA / TRISTEZZA ) ) + ( FELICITÁ * PIACERE/DISPIACERE CONDIVISIBILE ) ) / 2

Tutto attivo, odio/rancore compreso;
Sviluppo – ( √( ( 2(2) = 4 ) – ( 1(2) = 1 ) + ( 1 / 1 = 1 ) ) + ( 1 * 1 = 1 ) ) / 2
Semplificazione – (√4 + 1) / 2 = 1,5
c’è sempre quella parte di te che è estranea

Se non ci fosse odio
Sviluppo – ( √( ( 2(2) = 4 ) – ( 0(2) = 0 ) + ( 1 / 1 = 1 ) ) + ( 1 * 1 = 1 ) ) / 2
Semplificazione – (√5 + 1) / 2 = 1,6180339887
il numero aureo, la sezione aurea, la proporzione divina

Se non ci fosse amore
Sviluppo – ( √( ( 0(2) = 0 ) – ( 1(2) = 1 ) + ( 1 / 1 = 1 ) ) + ( 1 * 1 = 1 ) ) / 2
Semplificazione – (√0 + 1) / 2 = 0,5
la metà 😉 la ricerca dell’amore, della propria metà

Se non ci fossero gioia o tristezza
Sviluppo – ( √( ( 2(2) = 4 ) – ( 1(2) = 1 ) + ( 0 / 1 = 0 ) ) + ( 1 * 1 = 1 ) ) / 2
Semplificazione – (√3 + 1) / 2 = 1,3660254999
un numero ignobile, il falso, il nulla, il vuoto, freddo

Se non ci fosse felicità o gioia nel donare piacere
Sviluppo – ( √( ( 2(2) = 4 ) – ( 1(2) = 1 ) + ( 1 / 1 = 1 ) ) + ( 0 * 1 = 0 ) ) / 2
Semplificazione – (√4 + 0) / 2 = 1
soli 😉

il numero perfetto quindi non è 3, ma 3,2360678… Radice di 5, che è una metà su scala decimale, + 1, che è il numero della felicità, fa esattamente due proporzioni divine… se diviso per queste è il numero che governa la natura.

A presto natura, forse anche questa volta mi hai donato un gioco, ma a me piace, grazie, ora torno alla vita, grazie ancora.

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